GALLERIA DEGLI UFFIZI, LA RIAPERTURA È UN CRESCENDO: 7.300 VISITATORI IN MENO DI UNA SETTIMANA
Presenze in continuo aumento nei primi sei giornidi attività del museo dopo i 77 giorni di chiusuraal pubblico
Terzo corridoio degli Uffizi
Uffizi, visitatori in aumento. La cifra è tonda: 7.300 visitatori in sei giorni. Con un trend di crescita quotidiana pressoché continuo: è andata così la prima settimana effettiva di riapertura al pubblico degli Uffizi, dopo 77 giorni di chiusura del museo: il più lungo silenzio, in Galleria, dalla fine della seconda guerra mondiale.
Il 21 gennaio, quando il direttore Eike Schmidt ha spalancato nuovamente il portone tornando ad accogliere i visitatori, le presenze sono state 776.
Uffizi, visitatori in aumento. Un numero considerevole, tenuto conto della sostanziale assenza sia del pubblico estero che extra toscano, per via dell’attuale divieto di spostamenti tra le regioni. Numero che il giorno successivo, 22 gennaio, è balzato a 1167, salendo martedì 26 gennaioa quota 1293 (nel weekend i luoghi della cultura restano ancora off limits, e il lunedì è il tradizionale giorno di chiusura nel complesso museale). Il 27 i visitatori sono stati 1360, mentre giovedì 28 si è registrata una lieve flessione, con 1164 ingressi, subito interrotta il giorno dopo, venerdì 29, dal picco massimo di questi primi sei giorni di apertura: 1540 persone.
“Siamo veramente soddisfatti di questa risposta entusiasta da parte del pubblico, una partecipazione che testimonia come i musei siano parte imprescindibile dell’animo fiorentino e toscano – commenta il direttore Eike Schmidt – speriamo che la situazione dei contagi cali e che le misure del governo possano presto consentirci di restare aperti anche nei fine settimana”.
Una veduta di Palazzo Pitti, a mano a mano torna il grande pubblico nel rispetto delle norme di sicurezza.
AGLI UFFIZI GIORNATA DELL’AMORE: BIGLIETTI A META’ PREZZO PER LE COPPIE IL 2 FEBBRAIO
Uffizi – Iniziativa speciale per ricordare le nozze tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, protagonisti del doppio ritratto di Raffaello e committenti del celeberrimo tondo Doni di Michelangelo, celebrate il 31 gennaio dell’anno 1503
Ingresso per le coppie a metà prezzo – in due, si pagherà un solo biglietto – alla Galleria degli Uffizi, il 2 febbraio. È la Giornata dell’Amore: questa l’iniziativa speciale del museo per la terza edizione della Festa dei Doni, anticipo museale di San Valentino organizzato per l’anniversario delle fastose nozze celebrate proprio il 31 gennaio nel 1503 tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi a Firenze (che commissionarono a Michelangelo Buonarroti il Tondo Doni, oggi tra i più celebri capolavori custoditi nel museo, insieme al loro doppio ritratto, di Raffaello).
Uffizi – I Doni, ricchissimi collezionisti e mecenati fiorentini, furono tra i protagonisti indiscussi del mercato dell’arte a cavallo tra ‘400 e ‘500: solo loro, oltre al Papa, ebbero la possibilità di commissionare opere sia di Raffaello che di Michelangelo.
Per ricordare ed omaggiare la ricorrenza della loro unione, oltre allo ‘sconto coppie’, gli Uffizi hanno programmato anche una serie di iniziative online: il 31 gennaio uscirà sulla pagina facebook del museo una puntata speciale del format #uffizidamangiare, nella quale la pastrichef e imprenditriceDebora Massari presenterà un trittico di dolciappositamente creato per la Festa dei Doni: uno riproduce l’iconica cornice del famoso Tondo michelangiolesco, gli altri interpretano i ritratti di Agnolo e Maddalena realizzati da Raffaello.
Questi dipinti saranno anche protagonisti di un secondo video nel quale la loro immagine sarà accompagnata, in voice over, dalla declamazione di un sonetto d’amore composto dal pittore urbinate.
Infine, nelle due settimane che andranno dal 31 a San Valentino, sui social degli Uffizi ‘fioriranno’ post a tema amoroso, dedicati ad ogni forma di questo sentimento (amore carnale, coniugale, filiale, fraterno, eccetera) con liriche di poeti, scrittori, drammaturghi e artisti dall’antichità ad oggi: tra questi, Saffo, Ovidio, Tasso, Shakespeare, D’Annunzio, Emily Dickinson, Hermann Hesse, Walt Whitman, Alda Merini, Sylvia Plath, Baudelaire.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “La giornata dei Doni è dedicata alle coppie, il cui amore è una forma d’arte. È l’occasione per celebrarla al museo, mai così quieto come adesso. Lì sono tante le opere che, sia per i loro soggetti sia per il modo con cui l’artista li ha rappresentati, rispecchiano i nostri sentimenti più alti e coinvolgono la sfera dei nostri affetti, incluso quello coniugale”.
La scelta di Alessandro Michele trae ispirazione, secondo me, ancora una volta (leggi il post precedente) da un’opera di Bronzino.
Questa volta si tratta del “Ritratto di Laura Battiferi”.
Profilo raffinato di un viso altero,
Laura (a destra) è una poetessa di Urbino, moglie di Bartolomeo Ammannati.
L’altra (a sinistra) è la ragazza scelta da Gucci come modella di punta.
Si chiama Armine Harutyunyan, ha 23 anni. In questi giorni sta ricevendo critiche per il suo viso fuori dai canoni estetici imposti dalla Barbie e da una bassa cultura e probabilmente da un maschilismo difficile da abbattere non solo in Italia.
Così insulti a non finire.
Io trovo che Alessandro Michele debba continuare nella sua ricerca di bellezza volta a sconfiggere i luoghi comuni e ad abbattere le barriere comunicative, così ferme a canoni estetici superati, quindi: #IostoconArmineHarutyunyan e ovviamente con l’Arte rinascimentale da cui possiamo ancora prendere bellezza e storie da raccontare per sentirci meno soli, forse, sicuramente, e tutti più accettati perché il mondo deve essere davvero un luogo migliore di quanto lo sia adesso!
Gianni Rodari – Ci lasciava quarant’anni fa, a Roma, all’età di 60 anni, precisamente il 14 aprile 1980.
Quest’anno ricorrono i cento anni dalla data di nascita dello scrittore, poeta, pedagogista e giornalista, unico vincitore italiano del prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970, nato a Omegna il 23 ottobre 1920.
Rodari è stato uno fra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie.
Lo scrittore della fantasia
Chi di noi non si è imbattuto a scuola in una delle sue filastrocche? Certo, ne ha scritte per ogni occasione.
Mai come quest’anno potevamo ripensare a questo autore come a uno scrittore “facile” che esprime concetti difficili!
Mai come quest’anno che ricorrono i cento anni dalla nascita potevamo ribaltare la sua fama e comprendere fino in fondo che rivolgendosi ai piccoli, Gianni Rodari, parlava a tutti ma soprattutto ai grandi!
Ciascuno di noi ha fatto memoria di almeno una delle sue fantastiche filastrocche.
«Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo; perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: – Buon viaggio!» (Il giovane gambero, da “Favole al telefono”)
A San Casciano in Val di Pesa ha inizio l’anno rodariano
Cento anni, cento storie, cento immagini, cento modi di raccontarsi con i personaggi e le emozioni del più grande scrittore di letteratura per l’infanzia del ventesimo secolo, conosciuto nel mondo per aver scavato nella terra della fantasia e avervi trovato il tesoro più prezioso – scrive la giornalista Cinzia Dugo.
“È la vita vera, la semplicità dei sentimenti, interpretati con lucido e sensibile spirito critico da un maestro dell’arte dell’immaginazione che dipinge con le parole e i sogni di ogni tempo e di ogni età, la materia che Gianni Rodari, pedagogo, giornalista, poeta, insegnante, plasma creando e inventando filastrocche e racconti che vestono di rispetto, tolleranza, solidarietà lo sguardo puro dei piccoli lettori.
I mille volti del genio piemontese, intessuti di visioni e identità nelle quali tutti possono riconoscersi, conducono per mano gli studenti del Chianti a dimostrazione di quanto le storie di ieri siano aderenti ai percorsi e alle esperienze di oggi. Il viaggio della conoscenza, aperto a tutti, dal carattere universale ed eterno, è il filo rosso che ispira l’anno rodariano di San Casciano. Una comunità intera dedica a Gianni Rodari, di cui quest’anno ricorrono 100 anni dalla nascita, un ciclo di eventi che si inaugura sabato 27 giugno alle ore 21, primo tassello di un mosaico di attività, tra letture, giochi, video, interventi teatrali e musicali, laboratori di scrittura, che vedrà protagonisti gli studenti dell’Istituto comprensivo Il Principe di San Casciano in Val di Pesa nell’anno scolastico 2020/2021. La critica e storica dell’arte Giovanna Maria Carli, nel ruolo di fondatrice e responsabile settori scuole arti visive del Museo della Narrazione, è la curatrice del progetto promosso dal Comune di San Casciano e organizzato in stretta collaborazione con l’Istituto comprensivo il Principe. “La miniera di storie, idee, notizie – dichiara Giovanna Maria Carli che si apre a San Casciano con il coinvolgimento di allievi, insegnanti, artisti e cittadini, uniti dai valori di un patrimonio letterario che varca i confini nazionali, si pone l’obiettivo di costruire una comunità narrante che ripercorre a tappe il gioco essenziale e dialogante della cultura rodariana, a partire dalla sua opera più nota “La grammatica della fantasia” che descrive i meccanismi utili ad inventare storie. Su questo libro, imprescindibile per comprendere l’opera di Gianni Rodari, si basa il nostro progetto corale che accoglie gli stimoli e i lavori degli studenti e dei docenti delle scuole dell’infanzia, delle primarie e della secondaria di primo grado di San Casciano”. Il debutto del progetto, elaborato a più mani, insieme al dirigente scolastico Marco Poli e all’amministrazione comunale, si terrà in sicurezza e in linea con le disposizioni governative in materia di prevenzione e contenimento del contagio nello spazio all’aperto dell’anfiteatro del Museo Ghelli. L’iniziativa, la prima organizzata nel dopo Covid, s’intitola “Il cielo è di tutti” e prevede una carrellata di interventi in bilico tra teatro, video e musica con la partecipazione del sindaco Roberto Ciappi, del dirigente scolastico Marco Poli, di Gianni Garamanti, presidente del Museo della Narrazione, dei maestri di musica e degli insegnanti Michele Bianchini, Stefano Cencetti e Laura Gallenga che durante la serata proporranno momenti culturali e di intrattenimento musicale con alcuni allievi che eseguiranno dal vivo brani ispirati alla poetica di Gianni Rodari. Al centro dell’evento anche le letture a cura degli attori Paolo Ciotti e Tiziana Giuliani che arricchiranno l’iniziativa con un omaggio speciale allo scrittore ed altri progetti e lavori teatrali che saranno allestiti nel corso dell’anno. Per l’evento inaugurale del centenario di Gianni Rodari salirà sul palcoscenico dell’anfiteatro la scuola primaria di Cerbaia, che porta il nome del grande scrittore, per condividere il lavoro collettivo realizzato dai bambini e dalle maestre Elena Agherini, Carla Cristini, Katia Redditi. Saranno proiettati il video “Cento storie e filastrocche”, ispirato al libro “Giovannino perdigiorno” e un giornalino di filastrocche. “Con Gianni Rodari che offre un’insuperabile lezione di civiltà – aggiunge il sindaco Roberto Ciappi – la creatività della scrittura per l’infanzia diventa un talento poliedrico, la consapevolezza di un’esistenza vocata al sorriso e allo stupore dei bambini. L’autore, premio Andersen nel 1970, non solo riesce ad interpretare i bisogni, i desideri dei più piccoli catturando la loro attenzione con giochi, favole, viaggi nella fantasia e nella surrealtà, ma indaga e ascolta la loro anima con grande rispetto e profonda umanità, cogliendone stimoli e spunti. Rodari riesce a stabilire mille punti di fuga con le emozioni dei bambini attraverso l’inserimento di temi intensi e alti come la pace, l’ambiente, l’inclusione. Il diritto alla conoscenza, la necessità di crescere senza mai rinunciare al perché delle cose è il messaggio centrale del pensiero di Gianni Rodari che mi auguro possa insegnare a grandi e piccini, oltre la ricorrenza secolare, ad essere cittadini migliori, a giocare di fantasia nella complessa grammatica della vita”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Info: Ufficio Cultura 055 8256260.
“Da un lapsus può nascere una storia, non è una novità. – ha infatti scritto Gianni Rodari – Se, battendo a macchina un articolo, mi capita di scrivere “Lamponia” per “Lapponia”, ecco scoperto un nuovo paese profumato e boschereccio: sarebbe un peccato espellerlo dalle mappe del possibile con l’apposita gomma; meglio esplorarlo, da turisti della fantasia.
Se un bambino scrive nel suo quaderno “l’ago di Garda”, ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo “lago” importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia.
Un magnifico esempio di errore creativo è quello che si trova, secondo il Thompson (“Le fiabe nella tradizione popolare”, Il Saggiatore, Milano 1967, pag. 186), nella “Cenerentola” di Charles Perrault: la scarpina della quale, in origine, sarebbe dovuta essere di “varie” (una sorta di pelliccia); e solo per una fortunata disgrazia diventa di “vere”, cioè di vetro. Una scarpina di vetro è sicuramente più fantastica di una qualunque pantofoletta di pelo, e più ricca di seduzioni, anche se figlia del calembour o dell’errore di trascrizione.
Il potere della parola
“Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni. Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.”
San Casciano in Val di Pesa, Firenze, da sinistra: Paolo Ciotti, Tiziana Giuliani, Elisabetta Masti, Giovanna M. Carli, Roberto Ciappi, Maura Masini, Marco Poli
Montespertoli, Firenze: Daniela Di Lorenzo, Giovanna M. Carli, Alessandra De Toffoli
Montespertoli, Firenze, Fortunata D’Agostino, Giovanna M. Carli, Margherita Carloni
“Sto lavorando da tempo – ha dichiarato Giovanna M. Carli ideatrice del progetto #Rodari100 – a una scrittura su Gianni Rodari che metta in luce il suo punto di vista sul mondo femminile, che porga al pubblico e restituisca non solo Alice Cascherina, ma anche la valletta Sabina e soprattutto Atalanta ”. Atalanta, ad esempio, per molti anni è stato l’unico romanzo italiano per l’infanzia ad avere come protagonista un’eroina. “Una fanciulla indomita nella Grecia di dei ed eroi ma soprattutto un lavoro di scrittura e di ritratto al femminile unico. Lei nasce e subito è rifiutata dal re suo padre, che desidera un erede maschio. Insieme a Pippi Calzelunghe per lungo tempo è l’unica protagonista femminile non stereotipata della letteratura per ragazzi ”. In questa ricerca Giovanna M. Carli ha coinvolto la drammaturga, regista e attrice Tiziana Giuliani, a cui è stato recentemente conferito il riconoscimento nazionale “Giacomo Matteotti”, a Roma, nella prestigiosa sede di Palazzo Chigi, e Anna Maria Castelli, cantante e attrice di fama mondiale, 2007 Premio Portovenere Donna e “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per meriti artistici. Il video vede la partecipazione anche del maestro pianista e musicista Stefano Cencetti che suonerà musiche inedite composte per l’occasione. Si tratterà di un evento digitale che è stato girato sabato 12 dicembre scorso nello spazio denominato LOFT 19 e che ha visto in scena anche Angelita Borgheresi, direttrice organizzativa della Fondazione Istituto Dramma Popolare; Anna Giambelli animatrice socio culturale per l’infanzia e narratrice di fiabe; Gabriella Lauria, insegnante di lettere dell’Istituto comprensivo Don Milani di Montespertoli, ora in pensione; Giovanna Vannini, “artigiana scrittora e attora”. Hanno realizzato il video, che sarà trasmesso entro la fine del mese di dicembre, o al massimo come evento di chiusura della rassegna rodariana di Montespertoli, sui canali istituzionali del Comune anche le allieve del Teatro dei Passi di Tiziana Giuliani: Martina Ciani, Giorgia Frosecchi, Aurora Lumachi, Anna Zanchi. Per i saluti istituzionali sono state presenti le assessore comunali Daniela di Lorenzo e Alessandra De Toffoli, anche loro con una breve lettura e un omaggio importante. La trasmissione nei canali istituzionali del video sarà annunciata successivamente alla stampa. Evento realizzato in collaborazione con Coop 21.
Il viaggio di Gianni Rodari al tempo del Covid dispiega le ali e rivive nella fiaba reale delle scuole di San Casciano. Leggere dentro noi stessi, liberi di sbagliare, apprendere, inventare, raccontare attraverso le espressioni della fantasia è uno dei temi che i mille studenti, tra bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Il Principe” di San Casciano, hanno rielaborato, disegnando, colorando, illustrando, firmando elaborati ispirati ai testi di Gianni Rodari. E’ stata allestita in maniera permanente la mostra, costituita da pannelli, segnalibro e disegni, “Il favoloso Gianni – Antologia murale”, pensata come un omaggio corale al celebre scrittore per l’infanzia di cui domani, 14 aprile, ricorrono 41 anni dalla scomparsa. “Ogni classe ha appeso alla porta di ingresso il proprio elaborato, un segno, una traccia inconfondibile che ripercorre il pensiero rodariano, ogni scuola ha al suo interno un totem illustrato dalla figlia dello scrittore, Paola Rodari, – spiega la curatrice Giovanna Maria Carli – la mostra non solo è entrata a far parte dell’arredo scolastico di tutti i plessi dell’Istituto comprensivo ma andrà a costituire il patrimonio di famiglia custodito da Paola Rodari con la quale il percorso è stato portato avanti condividendone ogni passaggio”. Si è aperta ufficialmente un’altra tappa collettiva del progetto, promosso dal Comune di San Casciano e dall’Istituto comprensivo Il Principe, ideato e curato da Giovanna Maria Carli, realizzato in collaborazione con #Rodari100. “La poetica della fantasia – dichiara il dirigente scolastico Marco Poli – come strumento di comprensione della realtà, a misura di lettore curioso, a caccia di emozioni e avventure letterarie, è al centro dell’iniziativa che ha mirato alla costruzione di una comunità educante rodariana, ha messo in rete le scuole del territorio e ha valorizzato il ruolo pedagogico dell’autore”. Il percorso, condotto dalle insegnanti, ha invitato gli studenti a cogliere l’opportunità di approfondire la figura dell’intellettuale e le tante chiavi a colori della sua produzione che aprono le porte della fantasia e dell’immaginazione di adulti e bambini. “Le filastrocche, le fiabe, i racconti del pittore delle parole che dipinge con l’arte di inventare storie – commentano le assessore Elisabetta Masti e Maura Masini – ha stretto un inevitabile legame con il periodo che stiamo attraversando, l’arcobaleno che in piena pandemia ha inondato le nostre case con il messaggio “Andrà tutto bene” è diventato uno dei temi più ricorrenti che gli studenti hanno riscontrato e associato alla cultura di pace e solidarietà che informa il variegato e straordinario mondo del genio di Omegna”. Rodari senza tempo, oltre il Covid, supera ogni distanza ed insegna ad affrontare la vita con gli occhi della consapevolezza e della responsabilità culturale e sociale.
Il mio nuovo libro parla del mio amore per la storia dell’arte e della passione travolgente che metto in ogni cosa che faccio.
Caro Giovanni,
questo post è solo per te che mi hai ispirato molte cose nella mia vita. Mi hai donato uno sguardo nuovo affinché potessi abbracciare l’universo tutto.
Mi hai dato l’ispirazione più vera, quella che guarda al mondo con la gioia di chi ha imparato da poco a camminarci in mezzo.
Senza di te questo mio libro non sarebbe mai potuto nascere, sai perché: perché parla proprio della Nascita e la mia nascita sei TU.
Una Nascita sempre nuova, giorno dopo giorno, dove trovarsi e mai perdersi, dove giocare a nascondino con la vita non è permesso: si è non si fa. Un giorno comprenderai queste parole, che adesso scrivo di getto.
Forse un’ulteriore dedica, è questa mia, e sai perché? Perché scrivo sempre per te, e per tutti quelli come te, che sono giovani, anzi giovanissimi, e che si affacciano alla vita con mille domande.
Per questo “Conoscere la storia dell’arte…” sarà il libro che non ti ho letto, perché se un giorno avrai voglia, sarai tu a leggerlo.
I Ricchi e Poveri sono stati salutati da un’ovazione a Sanremo, sul palco dell’Ariston, la vetrina della Canzone italiana.
Il pubblico, incitato dall’istrionico Fiorello, vero protagonista del Festival, ha cantato in piedi i vecchi successi del quartetto riunito per l’occasione dopo quarant’anni di separazione.
«Che sarà», «Sarà perchè ti amo», «Mamma Maria» sono le canzoni che sono state intonate per salutare Angela Brambati (la brunetta dei Ricchi e Poveri), Marina Occhiena (la bionda e sexy, la bella del gruppo) , Franco Gatti (il baffo ammaliante) e Angelo Sotgiu (quello biondo e bello). Come se il tempo non fosse passato. Agli italiani piacciono indubbiamente le storie a lieto fine e adorano le reunion.
I ragazzi di ieri hanno cantato «L’ultimo amore», «La prima cosa bella», «Che sarà», «Se m’innamoro«, «Sarà perchè ti amo» , «Mamma Maria».
Hanno risvegliato ricordi che credevamo sopiti nei cassetti della memoria. Il gruppo è nato artisticamente nel 1967, a Genova.
I Ricchi e Poveri figurano tra gli artisti italilani con il maggior numero di dischi venduti, con più di 22 milioni di copie.
Riguardo alle vendite sono, infatti, il secondo gruppo italiano dopo gli imbattibili Pooh.
Ma I Ricchi e Poveri vantano l’onore di aver rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest nel 1978 e partecipato a ben 12 Festival di Sanremo (1970, 1971, 1972, 1973, 1976, 1981, 1985, 1987, 1988, 1989, 1990, 1992), ottenendo due volte il secondo posto, nel 1970 e nel 1971, e il primo nel 1985 con la canzone «Se m’innamoro». Belle le reunion, piacciono tanto a noi italiani. Meritatissima l’ovazione per I Ricchi e Poveri sul Palco dell’Ariston a Sanremo.
Certo che se l’ovazione la riserviamo a vecchi successi mentre rimaniamo attoniti di fronte a certe nuove proposte, mi chiedo dove stia andando l’innovazione.
Fellini Day. Rimini, Grand Hotel, 1983 – ph. by Davide Minghini, all rights reserved
Grazie per aver creato capolavori immortali e per aver indicato a tutti la meta del “conosci te stesso”!
“Una certa tendenza a un’interpretazione fantasiosa delle cose, a una certa visionarietà, credo di averla sempre avuta” (Federico Fellini)
Ricordiamo Fellini che il 20 gennaio 2020 avrebbe compiuto 100 anni non solo per i suoi indimenticabili capolavori, da Lo sceicco bianco, film d’esordio come regista, a La voce della Luna (1990) passando per film che hanno segnato e disegnato un’epoca: I Vitelloni, La dolce vita, La nave va e molti, molti altri.
Non dimentichiamo La strada, Le notti di Cabiria, 8½ e Amarcord che hanno vinto l’Oscar al miglior film straniero.
Federico Fellini è stato candidato dodici volte al Premio Oscar e gli è stato conferito nel 1993 l’Oscar alla carriera, per la sua attività da cineasta.
Federico Fellini ha vinto due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987), la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.
Ricordiamo non solo i suoi film. Sì, perché Federico Fellini che il 20 gennaio 2020, appunto, avrebbe tagliato il traguardo dei 100 anni, e chissà ancora quante sorprese ci avrebbe regalato, lui, con quell’occhio acuto di chi sa indagare la realtà per restituirla con l’inconsistenza del sogno, va ricordato per il suo profondo legame con Rimini, certo, altrimenti non se ne potrà capire l’essenza, la straordinaria capacità onirica.
Pensate a Voi quando siete di fronte al mare di notte e vedete in lontananza le luci di un’imbarcazione e siete rapiti, non solo dalle luci, ma dal rumore delle onde del mare e siete, come quelle onde, in preda ai ricordi suscitati da una certa mescolanza di suoni, magari c’è un po’ di nebbia che rende tutto come dipinto, …odori, e riflessi luminosi…ma non solo.
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Ricordiamoci Fellini autore e disegnatore di satira, ideatore di numerose rubriche, vignettista.
Il logo del Centenario, invece, è stato elaborato sulla base di un disegno originale del regista Paolo Virzì che riprende una celebre foto di Fellini scattata sul set di 81⁄2 da Tazio Secchiaroli.
Non darà neppure un esame alla facoltà di Giurisprudenza in compenso seguirà Enrico De Seta, disegnatore satirico e cinematografico.
Il disegno, l’arte, l’occhio acuto e ironico, satirico.
Il debito nei confronti del mare. Da grande, il disegno mai l’abbandonerà, saprà restituirci dall’acqua la visione iconica di Anita Ekberg, nella fontana di Trevi, quale Venere, a dire il vero poco pudica, che nasce dalle acque.
Il mito per Fellini è la porta per penetrare l’inconscio degli spettatori e fare citazioni premonitrici di comportamenti che, ai nostri giorni, si sono come sclerotizzati.
“Sono stato gravato, durante l’infanzia, da un bagaglio inutile che ora voglio togliermi dalla schiena. – afferma Fellini nell’intervista di PlayBoy, febbraio 1966 – Voglio diseducare me stesso da questi concetti senza valore, in modo da tornare alla mia personalità verginale, a una rinascita del vero intento e del vero sé. Non voglio perdermi in un insieme collettivo che non si adatta a nessuno perché è fatto su misura per tutti.Ovunque io vada, con la coda dell’occhio vedo dei giovani che si spostano in gruppi, come branchi di pesci. Quando ero giovane, ci muovevamo in direzioni diverse. Ci stiamo sviluppando in una società come le formiche, in blocchi e colonie? Questa è una delle cose che temo più di ogni altra cosa. Io detesto la collettività. La grandezza e la nobiltà dell’uomo consistono nell’emergere dalla massa. Come si libera da essa è un suo problema personale e una lotta privata. Questo è ciò che i miei film descrivono”.
Una lotta nel liberarsi da schemi di pensiero, guardando all’arte figurativa e al mito, come porta d’ingresso per le segrete pulsioni dell’animo umano sempre più fedele a se stesso, via via che la conoscenza di sé aumenta grazie al suo lavoro di regista e disegnatore, ma anche grazie a una vita vissuta fuori dai branchi, dai blocchi, dalle colonie…
La mostra Fellini 100. Genio immortale
Lo spettatore deve passare attraverso una porta d’ingresso per avere accesso alla mostra, visitabile fino al 15 marzo 2020, al Castel Sismondo, nella sua Rimini: una porta di luce, una struttura ad arco con le caratteristiche dell’illuminazione che evoca la Cassa del Cinema Fulgor così come riprodotta nel film Roma, oppure come le luci del “Toboga”della Città delle Donne.
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Fellini, Rimini, il mare ma anche Anita che invita il visitatore ad attraversare uno schermo, per raggiungerla, dove viene proiettata la mitica scena della Dolce vita della Fontana di Trevi.
Fellini e i suoi disegni sono invece presentati, in mostra, nella sezione il Libro dei Sogni un simulacro fuori scala in legno, di un libro aperto, la cui superficie sensibile permette di sfogliare una serie di pagine digitalizzate.
La mostra itinerante “FELLINI 100 – GENIO IMMORTALE” è imperniata attorno a tre nuclei di contenuti: a) Il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni ’20-‘30 per passare poi al dopoguerra, per finire agli anni ’80 attraverso l’immaginario dei film di Fellini; b) Il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no; c) Il terzo parla e presenta il progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini
Un anno, il 2020, per ricordare, dunque, di essere se stessi, ognuno camminando sulla strada che intende percorrere, con quella forza propulsiva che, in un paese bello come l’Italia, può proprio venirci dall’Arte e dal Paesaggio, dalla Bellezza che gira tutta intorno a noi, basta saperla vedere e soprattutto coltivare.
Ci attendiamo grandi eventi nel 2020, alcuni dei quali sono già iniziati sul finire dello scorso anno.
Giovanna M. Carli in visita alla mostra Fellini 100. L’autrice ha ideato la pagina FB Fellini 100
Un esempio per tutti: La mostra itinerante “FELLINI 100 – GENIO IMMORTALE”, è stata inaugurata il 14 dicembre scorso.
Imperniata attorno a tre nuclei di contenuti dove il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni ’20-‘30 per passare poi al dopoguerra, per finire agli anni ’80 attraverso l’immaginario dei film di Fellini; il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no; mentre il terzo e ultimo parla e presenta il progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini. La mostra è ubicata a Rimini, al Castel Sismondo, dopo il 15 marzo sarà visitabile a Roma, a Palazzo Venezia (aprile 2020) per poi spostarsi all’estero.
Tra i grandi anniversari del 2020 ricordo i 500 anni dalla morte di Raffaello, a cui passa l’ideale testimone Leonardo da Vinci (visitate le mie pagine facebook ideate e create per l’occasione, di supporto alla comunicazione di questi grandi eventi: Leonardo500, Leonardo da Vinci 500, Raffaello 500 e Raffaello Sanzio 500).
Anche per Raffaello Sanzio, nel 2020 vengono inaugurate le celebrazioni mondiali a 500 anni dalla sua scomparsa – avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 a 37 anni. Già lo scorso anno dal 3 ottobre 2019, nella città natale dell’artista, è stata aperta al pubblico il 3 ottobre la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino”, a cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg. Direzione di Peter Aufreiter, visitabile fino al 19 gennaio 2020.
In questo neonato anno sono sicuramente le Scuderie del Quirinale a celebrare Raffaello Sanzio con una mostra monografica di duecento opere tra dipinti, disegni e opere di confronto, con 100 capolavori del maestro provenienti dagli Uffizi e da altri musei: inaugurazione prevista per il 3 marzo 2020.
La mostra molto attesa si intitola “Raffaello” ed è l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale istituito dal ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci.
Realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro al fine di tracciare un filo ideale tra Roma e Firenze, infatti agli Uffizi rimarranno ammirabili i ritratti di Agnolo e Maddalena Doni, nel senso che non si sposteranno a Roma, un vero e proprio ponte ideale tra le due città d’arte.
A Roma, invece, saranno in mostra altri celebri quadri: la “Madonna del Granduca” delle Gallerie degli Uffizi, la “Santa Cecilia” dalla Pinacoteca di Bologna, la “Madonna Alba” dalla National Gallery di Washington, il “Ritratto di Baldassarre Castiglione” e l’”Autoritratto con amico” dal Louvre, la “Madonna della Rosa” dal Prado e la celebre “Velata” di nuovo dagli Uffizi. La mostra sarà visitabile fino al 2 giugno.
Il 2020 e sarà il 20 gennaio, il giorno in cui, 100 anni fa, nasceva Federico Fellini, sarà l’anno di un altro grande del cinema e della televisione italiana: Alberto Sordi, nato a Roma, il 15 giugno 1920.
Fra i più importanti attori del cinema italiano con circa 200 film, è considerato uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi che, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani, fu tra i massimi esponenti della romanità cinematografica.
Non posso dimenticare Gianni Rodari nato Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre del 1920, anche di lui si celebra il centenario della nascita.
Dal 1980 (anno della sua morte) sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari, ed esistono anche centinaia di parchi, circoli, biblioteche, ludoteche, strade, e scuole materne ed elementari intitolate a lui.
Il “Parco Rodari” più importante si trova ad Omegna, suo paese natale, mentre a Roma gli è stata intitolata la biblioteca comunale del Municipio Roma VII a Tor Tre Teste.
Si tratta del più celebre scrittore italiano per l’infanzia. La Grammatica della fantasia è un libro scritto da Gianni Rodari e pubblicato nel 1973, un resoconto dei suoi studi sulla letteratura fantastica, unico volume dello scrittore di Omegna che non è di pura narrativa ma è teorico.
“Quello che io sto facendo – scrive l’autore – è di ricercare le “costanti” dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell’invenzione, per renderne l’uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l’abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.”
Mi piace allora pensare che sarà l’anno in cui sarà riscoperta la Grammatica della fantasia, una proposta concreta che intende rivendicare all’immaginazione lo spazio che deve avere nella vita di ciascuno, qui lo scrittore offre un efficace ed utile strumento “a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.” Anche per questo anniversario ho creato la pagina Gianni Rodari 100 per scambiarsi idee e progetti, chi vuole può iscriversi per partecipare a idee ed eventi.
Un invito vero e proprio, rivolto a tutti a partecipare alle iniziative che nella pagina facebook che ho ideato saranno segnalate come degne di nota: Gianni Rodari 100 allora, per un VentiVenti dove la fantasia tornerà al potere o quanto meno a farci sognare.