Continua
il successo della grande mostra di Palazzo Strozzi Verrocchio, il maestro di
Leonardo che ha superato i 100.000 visitatori restando ai primi
posti delle classifiche delle mostre DA VEDERE in Italia.
Un momento della presentazione della mostra alla stampa
Fino al 14 luglio 2019 Verrocchio, il maestro di Leonardo presenta per la prima volta a Palazzo Strozzi, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenicodel Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci. Il 2019 è l’anno in cui si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di quest’ultimo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi e del Museo Nazionale del Bargello si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane.
La mostra, ph. Giodì
Curata da due tra i maggiori esperti del Quattrocento, Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, la mostra comprende oltre 120 opere tra dipinti, sculture e disegni, e costituisce la prima retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, mostrando al contempo gli esordi di Leonardo da Vinci, con sette sue opere, alcune delle quali per la prima volta esposte in Italia. La mostra collega idealmente Palazzo Strozzi col Museo del Bargello: luoghi espositivi distinti, ma complementari, di un percorso articolato in undici sezioni, di cui nove a Palazzo Strozzi e due al Museo del Bargello.
ph. Giodì
La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello con la National Gallery of Art di Washington DC (che sarà la seconda sede dell’esposizione dal 29 settembre 2019 al 2 febbraio 2020). Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze. Con il contributo di Fondazione CR Firenze.
Un compleanno strepitoso quello di Barbie, avvenuto alla Fortezza da Basso di Firenze durante Pitti Bimbo 88.
Ph. credits Giodì, Giovanna M. Carli Archivi
Chi di noi, non ha mai giocato con la bambola più famosa al mondo? Certo che qualcuno abbia preferito palloni da calcio o nascondino, ma Barbie è Barbie e tutti lo sanno.
Un compleanno perfetto quello riservato a Barbie per i suoi primi Sessant’anni di età, tra ricordi e sfilate. Barbie, vestita dai più grandi stilisti e dalle migliori griffe!
Barbie è nata da Ruth Handler, che l’ha realizzata nel 1959 per la figlia. Il suo sessantesimo anniversario cadrà quest’anno, il 9 marzo.
Ruth con Barbie ha inteso dare alla figlia un modello di bambola/donna attraverso il quale specchiarsi. Via bebè tutti cacca e pannolini. Barbie ha la sua auto, la sua casa e Ken, come accessorio…
Donna modello di indipendenza è stata, tra l’altro, astronauta prima della Cristoforetti e Presidente prima della candidatura della Clinton.
Dopo le grandi retrospettive
monografiche di John Currin e Glenn Brown, le sale del Museo Bardini di Firenze
dal 26 gennaio al 25 marzo ospiteranno Senza Data, mostra personale di Luca
Pignatelli (Milano, 1962) a cura di Sergio Risaliti. Promosso dal Comune di
Firenze, organizzato da MUS.E e in collaborazione con la Galleria Poggiali di
Firenze, l’evento avvia un nuovo ciclo di mostre concepite con la cura
scientifica del Museo Novecento e realizzate al di fuori degli spazi museali di
Piazza Santa Maria Novella.
Attraversare il
tempo
A distanza di poco più di tre anni da
“Migranti”, la sua personale nella Sala del Camino della Galleria degli Uffizi,
Luca Pignatelli torna a Firenze per un altro evento espositivo che testimonia
il ripetuto attraversamento del tempo storico compiuto dalla sua arte in senso
inverso rispetto a quanti citano il passato con accademica nostalgia. Nelle
sale del Bardini saranno esposti una serie di lavori su telone ferroviario,
legno, carta e lamiera, assieme a grandi dipinti realizzati su tappeti persiani
di inizio novecento. Queste ultime produzione dell’artista saranno
coerentemente associati alla vasta e rilevante collezione di tappeti del Museo
stesso dal ‘400 ad oggi, compreso un manufatto tessile di oltre sette metri
utilizzato in occasione della visita di Hitler a Firenze nel 1938. Una nuova
serie di lavori su carta verranno, altresì. esposti in un allestimento site-specific
che coinvolgerà le cornici e gli arredi presenti nella collezione del Museo.
“La mia ricerca degli ultimi anni – dice
l’Artista – è un ripensare che cos’è il tempo rispetto all’immagine,
ai quadri. Io credo che oggi sia importante collocare l’immagine al centro di
una riflessione sulla memoria e il museo Bardini è un simbolo nel mondo di cosa
significhi una raccolta capace di rappresentare una stratificazione di tempi ma
anche di culture. Con questa mostra vorrei rispondere alla domanda: cosa sta di
fronte a un’immagine? Per me si tratta di un tempo plurale, un montaggio di
temporaneità, sfalsate e quindi differenti”.
I dipinti di Pignatelli ospitano al
centro un variato materiale iconografico antiquario che strappato all’oblio o
alla fossilizzazione, alla commercializzazione e al feticismo, restituisce in
un linguaggio del presente l’esperienza stessa della classicità, come se quella
civiltà non fosse mai svanita, o trapassata, ma fosse una reale presenza tra le
immagini circolante tra noi.
In altre parole le sue immagini sono
quelle di una classicità sempre viva e presente che non parla il linguaggio
muto, inanimato della copia. Quelle sue figure collocate al centro dello spazio
di rappresentazione vivono un tempo che si ripete identico al proprio originale
ed entrano immediatamente in comunicazione con il nostro mutevole essere,
divenire, trapassare.
Nei dipinti di Pignatelli, le ‘teste’ di
età greca o romana hanno spesse volte gli occhi chiusi, sono introverse,
lasciano tutto in sospeso, facendoci avvertire solo l’eco di emozioni
grandiose, immense, di qualcosa di infinito e senza tempo. Evocare la
classicità, anche quella del modernismo, può significare per Pignatelli
alludere a qualcosa di incommensurabile, fare spazio a un desiderio di
grandezza e di vastità che ha qualcosa di sublime. Riconosciamo in tutto questo
sentire, rivivere, un’esperienza neo-romantica della nostalgia che viene
drammatizzata dall’uso di supporti poveri o industriali, carichi anch’essi di
memoria, per una dialettica tra segni e materiali che non può essere ridotta a
mera suggestione linguistica o cinica citazione. Un sentimento di ammirazione e
nostalgia per la classicità e il modernismo con le sue illusione e le sue
tragedie che non è tanto si rivolge verso la monumentalità per citarne la forma
retorica ma vive di un desiderio di bellezza che la memoria rivela al soggetto
contemporaneo quando sappia ritrovare il tempo della contemplazione attiva.
Altra nota caratteristica dell’ambiente
è il colore denominato “blu Bardini” che fa da sfondo ai manufatti, un tono di
colore individuato dal collezionista fiorentino nei suo viaggi in Russia, un
nobile e caldo ‘monocromo’ che in seguito si è imposto nell’interior design
dei musei e nelle gallerie private.
Il Museo conserva capolavori di epoche diverse, quali la Carità di Tino da Camaino, due opere di Donatello (la Madonna della mela e la Madonna dei Cordai), oltre a dipinti di straordinaria qualità come il monumentale Crocifisso dipinto di Bernardo Daddi, il San Michele Arcangelo del Pollaiolo, la Notte con Aurora e un amorino di Giovanni da San Giovanni, l’Atlante di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.
Fanno parte di questo tesoro una serie di disegni dei Tiepolo, di Giambattista e dei figli Lorenzo e Domenico, del Piazzetta, sublimi figurazioni in terracotta policroma e una notevole raccolta di tappeti e armi. Una galleria che seduce gli artisti più raffinati e colti del nostro tempo.
Sulla rivista Varia. Trimestrale di Arte e Cultura Varia (Registrazione Tribunale di Firenze n. 4209 del 1/4/92), direttore Pietro Chegai, i seguenti saggi: Il "bianco girare" nelle miniature di un antico codice della Biblioteca Laurenziana, (Anno VI, nn. 23-24, pp. 40-44). Umanesimo e Padri della Chiesa. Manoscritti e incunaboli di testi patristici da Francesco Petrarca al primo Cinquecento. (Anno VI, n. 22, pp.9-11) La corte in archivio. Apparati, cultura, arte e spettacoli alla Corte lorenese di Toscana. (Anno VII nn. 25-26, pp.25-29). Leopardi a Pisa. "Cangiato il mondo appar"... (Anno VII nn. 25-26, pp.18-21). Sulla rivista Segni d'arte. Bimestrale di arte e attualità. (Registrazione Tribunale di Firenze n. 4631 del 23.10.1996 Editore Ass. Artistico-letteraria Toscana, via A. di Bonaiuto, 25 Firenze), direttore Pietro Chegai: Scrivere libri e documenti nel mondo antico. Antichi formati della memoria In La Valle dei Marmi, Pisa, Pacini Editore, 1995, Governo locale e qualità della vita sociale: i problemi e le risoluzioni dai "Partiti e le Deliberazioni" del Comune di Seravezza dal 1794 al 1860, ( pp. 205-213). L'intimo dell'essere, cat. della mostra, Siracusa, 1999 Su Il Giornale della Toscana: Anno I, n. 145, domenica 18 ottobre 1998, Cultura, p. 15: Com'è delizioso andar all'aria aperta alla guida di un fiacre. Anno I, n. 152, domenica 25 ottobre 1998, Se compri l'auto elettrica il comune ti dà una mano. Anno I, n. 159, Domenica 1 novembre 1998, Cultura, p. 17: Il ritorno dello yo-yo Autrice dei testi concernenti il XVI secolo per i CD-ROM La grande storia dell’arte (un progetto 2001 di Giulio Einaudi Editore e ScalaGroup). Coautrice del volume, Il corridoio vasariano, Amilcare Pizzi Editore, Cinisello Balsamo, 2002. Curatrice del volume, Opere dalla collezione regionale, Consiglio regionale della Toscana, Bandecchi e Vivaldi , 2003 Curatrice del volume, Volti del Novecento toscano, I ritratti di Nano Campeggi, Consiglio regionale della Toscana, Bandecchi e Vivaldi, 2003 Giovanna M. Carli (a cura di), Silvano Campeggi: Volti del Novecento, Firenze, Regione Toscana, Consiglio Regionale, 2003 Giovanna M. Carli (a cura di), Opere dalla collezione regionale: catalogo delle donazioni e delle opere in comodato, Firenze, Regione Toscana, Consiglio regionale, stampa 2003 Coautrice del volume, Il Museo di arte sacra a Incisa in Val d’Arno, Becocci / Scala, 2004 Raffaello Bertoli, Giovanna Maria Carli, Antonio Paolucci, Alfredo Catarsini: il pittore toscano dell'emozione, Lucca, M. Pacini Fazzi, 2005 Giovanna M. Carli (a cura di), Bertini: La scatola magica e il silenzio delle cose, testi di Antonio Paolucci [et al.], Firenze, Pagliai Polistampa, 2005Giovanna M. Carli (a cura di), Protagonisti ed eventi. Parlamento della Toscana, 2000-2005, Firenze, Consiglio regionale della Toscana, 2005 StarArte Gallery, Giovanna M. Carli (a cura di), Shuhei Matsuyama : Shin-on, Sesto Fiorentino (Firenze), Star International, 2005 Giovanna M. Carli, Opere d'arte dalla collezione regionale: Catalogo delle Donazioni, Firenze, Consiglio Regionale della Toscana, 2005 Giovanna M. Carli (a cura di), Il Cavallo di de Chirico. Assoli d'autore in Toscana, Signa, Firenze, Masso delle Fate, 2006 Giovanna M. Carli (a cura di), Opere d'arte dalla collezione regionale: catalogo delle donazioni e delle opere in comodato, Firenze, Regione Toscana, Consiglio regionale, 2006 Giovanna M. Carli, 10 dipinti di Anita Tosi. Opere recenti: dal 7 al 27 giugno, Firenze, Pananti, 2007 Giovanna M. Carli (a cura di), La camicia dei Mille: opere d'arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita, Firenze, Polistampa, 2007 Giovanna M. Carli (a cura di), Maria Lorena Pinzauti Zalaffi: l'incanto del colore: opere 19402008, Firenze, M. Pagliai, 2008 Giovanna M. Carli (a cura di), Luca Crocicchi, Milano, Electa, 2010Giovanna M. Carli (a cura di), Giuliano Giuggioli. Spazi inattesi: opere dal 1984 al 2012, Firenze, Polistampa, 2012 Giovanna M. Carli, Mauro Corda: un altro mondo, Firenze, Polistampa, 2015 Giovanna M. Carli (a cura di), Emo Formichi: antologica, Regione Toscana, Consiglio regionale, 2016 Giovanna M. Carli (a cura di), Giuliano Ghelli: genius loci: fiabe dipinte, Firenze, Polistampa, 2016 Giovanna M. Carli (a cura di), RED per i diritti umani: Rita Pedullà, prefazione di Eugenio Giani, Firenze, Festina Lente, 2016 Giovanna M. Carli (a cura di), Bertini. De rerum pictura. Poesia e colore di un luogo senza tempo, Calendario 2018 Giovanna M. Carli (a cura di), Bertini. De rerum pictura: poesia e colore di un luogo senza tempo, testi critici di Cristina Acidini [et al.], Signa, Masso delle Fate, 2018Giovanna M. Carli, Presepe presente: La Natività. Capolavori della storia dell'arte tra Medioevo e Rinascimento, 2019
Spesso la storia dell’arte è concepita come appartenente ai Musei e non “parlante”. Ma la storia dell’arte è tutto ciò che vediamo, è viva, pulsante, fonte di gioia e, soprattutto, parla continuamente ed è tutta intorno a noi.
E parla di noi, del nostro passato ma soprattutto del presente e insistentemente del
futuro. Cosa sarebbe l’Italia senza le sue opere d’arte intese queste come monumenti, dipinti, paesaggio, sculture, architetture, fotografia…e la creatività che contraddistingue il popolo italiano?
Non si chiamerebbe Italia se è vero che basta pronunciare questa parola per ricordare che sul territorio di casa nostra insistono, sono presenti, dal 60% al 75% di tutti i beni artistici esistenti al mondo, dalla preistoria ai nostri giorni. Italia punto di
riferimento per tutti coloro che si occupano di arte, ma non solo, per tutti coloro che vogliono vivere nella e della bellezza. Basterebbero politiche mirate per far rivivere le Comunità con la conoscenza dei loro beni artistici e storici. Ricordiamo come nel XVIII secolo la nostra penisola fosse “presa d’assalto” da coloro che volevano inserire nel loro ‘portfolio’ formativo l’esperienza ‘Gran tour’ ovvero la visita della bella Italia. Oggi, con i nostri musei, oltre 500, con i monumenti e siti archeologici statali in Italia,
con oltre 53 siti Unesco, la penisola si candida ancora a polo attrattivo. A tutto ciò aggiungiamo altri paesaggi spettacolari.
Ed è durante le festività natalizie che molti di noi, anche chi è meno abituato durante l’anno, entrano in una Chiesa e si accorgono della grande spiritualità che vi aleggia, dentro uno scrigno prezioso di arte, storia e cultura. C’è di più. Durante il Natale spesso ricordiamo la nostra infanzia e se siamo bambini o ragazzi pensiamo o all’albero di Natale o al Presepe, spesso a tutti e due. Quanto calore e quanta partecipazione nel fare insieme un presepe? Non c’è esclusione nel farlo, anzi. Un presepe fa parte della nostra immaginazione, della nostra tradizione ed è importante perché ci riporta indietro nel tempo, quando, addirittura, vivevamo nel Medioevo.
La storia dell’arte mi ha condotto nella strada della conoscenza e mi fa porre, ancora oggi, tanti interrogativi ma assai di più ne scioglie. Chi siamo? Da dove veniamo? Perché facciamo il Presepe e come mai siamo legati a questa tradizione, così forte e così emozionante? Una tradizione che mette in scena la vita di un’umile famiglia che, sebbene indigente, ha avuto la gioia di concepire un figlio tra le angustie sì ma in mezzo all’affetto, ‘in primis’, della povera gente, dei pastori. Possiamo leggere il presepe attraverso la storia dell’arte ed emozionarci così tanto da rendere il Natale ancora più speciale. Possiamo anche scoprire i presepi più famosi in Italia e possiamo, grazie alla tradizione del presepe, visitare luoghi storici, musei, per ammirare i capolavori che parlano della Natività. Qui si parla dell’origine del presepe nella storia dell’arte e della Natività, in particolare, ovvero dell’episodio principale nell’iconografia cristiana di tutti i tempi e di tutti i continenti. La raffigurazione della natività ha origini antiche. I cristiani dipingevano e scolpivano le scene della nascita di Cristo nei luoghi di incontro, come le Catacombe romane. Qui si parla della prime rappresentazioni medievali, quelle cioè che hanno dato origine al presepe.
Regala questo libro a coloro che ami e portali a scoprire, nei musei, i presepi più belli del mondo che poi, in arte, si chiamano Natività, La levatrice incredula, Adorazione del Bambino, Adorazione dei Pastori e, infine, Adorazione dei Magi. Ma che cosa significa la parola presepe? Da che cosa ha avuto origine? Davvero Gesù nacque in una mangiatoia? Come lo descrive in immagini la tradizione iconografia? Dove hanno attinto il pennello i più celebri pittori della storia dell’arte? E gli scultori? E chi ha avuto questa idea? Ovvero quella di celebrare il Natale nel 1223, nel piccolo e delizioso paese di Greccio dando origine al primo presepe vivente?
Le fonti che hanno guidato gli artisti a dipingere la Natività sono il Vangelo di Luca, il Vangelo dello pseudo -Matteo, il Protovangelo di Giacomo ripreso nella Legenda Aurea.
Qui un piccolo assaggio o un piccolo saggio di ciò che possiamo scoprire con la conoscenza della storia dell’arte, pagine dipinte e scolpite di uno straordinario racconto da narrare tutti i giorni, perché la Nascita porta sempre con sé amore e conoscenza, insieme a tanta, tantissima gioia.
Una bella scuola quella di Montagnana a Montespertoli (Firenze) e in generale belle le scuole Senza Zaino dove l’ambiente di apprendimento, anche se talvolta gli edifici sono “vecchi”, è curato nei minimi dettagli consentendo ad alunne ed alunni di stare a proprio agio mentre si confrontano con i propri pari e con gli insegnanti. L’edificio di Montagnana, però, è diverso fin dal primo approccio perché pensato come scuola Senza Zaino e come scuola del Noi fin dalla prima pietra con tutti gli accorgimenti di risparmio energetico e bioedilizia, perché anche l’ambiente educativo “educa”.
Marco Vichi e Lorenzo Degl’Innocenti, protagonisti, alla scuola secondaria di primo grado “Renato Fucini” di un progetto pilota, referente la docente Cristiana Cecconi, dal titolo “Scrittura e Lettura”, hanno concluso i dodici incontri da novembre a maggio, un modo per apprezzare la composizione di racconti e usare la voce quando si legge per sé e per gli altri, sono stati invitati da Margherita Carloni, dirigente dell’Istituto Comprensivo “Don Milani” a sperimentare un giorno Senza Zaino proprio a Montagnana.
Per prima cosa hanno apprezzato il paesaggio straordinario in cui la scuola è collocata, poi il “ristorante”, una mensa dove i cibi vengono cucinati lì per lì. Durante il pranzo Marco Vichi ha piacevolmente notato come le bambine e i bambini si muovessero a proprio agio all’interno della sala: ognuno con il proprio compito (chi serve, chi sparecchia).
Lunedì 21 maggio 2018, dalle ore 12, lo scrittore Marco Vichi e il regista Lorenzo Degl’Innocenti hanno poi visitato l’interno del plesso, sia la scuola d’infanzia “Gianni Rodari” che la scuola primaria “Rita Levi Montalcini”, accompagnati da una bambina e un bambino che hanno fatto loro da guida.
Marco Vichi, autore ideatore del celeberrimo commissario, si è poi svestito dei panni dello scrittore di gialli di successo, il suo ultimo romanzo “Nel più bel sogno. Un’avventura del commissario Bordelli”, sta riscuotendo grandi apprezzamenti, per calarsi nel mondo fanciullo, mostrando notevole empatia.
Sia Vichi che Degl’Innocenti hanno poi incontrato gli alunni delle classi quarte e le loro insegnanti. Hanno raccontato la loro storia. Il regista-attore Lorenzo Degl’Innocenti ha interpretato per gli studenti brani tratti dal libro “Il coraggio del cinghialino”, l’unico libro che lo scrittore fiorentino ha composto per i più piccoli e che vede gli animali protagonisti di una storia tenera e coinvolgente.
Gli ospiti, accompagnati dalla Dirigente Scolastica Margherita Carloni, dalla professoressa Cristiana Cecconi e da Giovanna M. Carli, critica d’arte, sono stati introdotti insieme alle insegnanti della scuola e dalle stesse bambine e bambini delle classi quarte nel mondo “Senza Zaino, per una Scuola-Comunità” e sono rimasti piacevolmente sorpresi dai numerosi dettagli quali l’attenzione al carico di libri, per questo ci sono cartelline che vengono consegnate a inizio ciclo scuola primaria, leggere e tutte uguali.
Gli spazi comuni, l’agorà, dove i bambini possono tenere piccole conferenze, leggere e confrontarsi, i tavoli, dove le studentesse e gli studenti lavorano a coppie, a gruppo a piccolo gruppo o individualmente, i mini laboratori, non c’è la cattedra!
Marco e Lorenzo hanno avuto modo di conoscere da vicino la didattica e l’ambiente di apprendimento, insieme ai valori fondanti del Senza Zaino e della Scuola del Noi: la Comunità, che si costruisce e si fortifica attraverso il lavoro di gruppo, collaborativo e cooperativo e l’aiuto reciproco; la Responsabilità: con la partecipazione attiva alle decisioni riguardanti le attività didattiche e la possibilità di scelta per permettere agli alunni di diventare i veri protagonisti del proprio apprendimento; l’Ospitalità, dove le aule, appunto, diventano ambienti accoglienti, ben organizzati, con materiali didattici strutturati.
I RITRATTI DI MARCO VICHI E DI LORENZO DEGL’INNOCENTI
DI GIANNI GARAMANTI, IDEATORE DEL MUNAR MUSEO DELLA NARRAZIONE
Marco Vichi, di mestiere scrittore
di Gianni Garamanti, ideatore del MuNar (Museo della Narrazione)
Marco è nato a Firenze e scrive storie. Le scrive per dar vita ai suoi romanzi che sono stati tradotti in molte lingue nel mondo. Scrive storie per riviste e quotidiani, sotto forma di articoli, ma anche per antologie, che ha già arricchito con racconti noir con indice di alta tensione. Alcune sue storie sono approdate in radio Rai, all’interno di programmi specifici dedicati all’arte in carcere.
Nel 2002 per la prima volta apparve il personaggio più carismatico delle opere del Vichi, quello in cui molti rivedono lo stesso scrittore fiorentino. Con il commissario Bordelli, nel corso degli anni Marco ha conquistato pubblico e critica, ottenendo molti riconoscimenti e premi come lo Scerbanenco, il Fedeli, il Camaiore, il Premio delle Arti Fiorentini nel Mondo per le Arti Letterarie, oltre che l’Azzeccagarbugli per il miglio romanzo poliziesco e il secondo posto al Premio Chiara. Per risolvere gli intricati casi in una Firenze degli anni sessanta, Bordelli spinge sempre le sue indagini molto in profondità, fino a entrare nell’animo dei sospettati e nel mondo che abitano. Così facendo l’autore svela gli anfratti psicologici più nascosti e, spesso, inaspettati dell’Uomo, in una maniera simile a quella che troviamo nelle letture preferite di Marco, in Dostoevskij, Sciascia o Dürrenmatt.
I laboratori di scrittura, tenuti da Marco Vichi in diverse città italiane, sono sempre attesi da chi desidera non solo cimentarsi con la scrittura creativa, ma farne anche un mestiere, una professione declinabile nei settori più diversi della comunicazione.
Promuovendo l’associazione Filo di Juta, attiva in Bangladesh per dare istruzione ai bambini più poveri, lo scrittore fiorentino devolve l’intero ricavo del libro di poesie “Respiri e sospiri”, che scrisse sua madre Paola Cannas. Perché, oggi, quelle poesie possano essere trasformate in bambini che sanno leggere e scrivere.
Lorenzo Degl’Innocenti, non solo attore…
di Gianni Garamanti, ideatore del MuNar (Museo della Narrazione)
Lorenzo ha studiato recitazione a Firenze, sua città natale, a Bologna e Genova. In teatro ha lavorato a fianco di Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franco di Francescantonio, Irene Papas, alla compagnia Fura dels Baus, e con Carla Fracci e Beppe Menegatti.
Poliedrico e versatile è stato diretto da Massimo Buffetti e Gabriella Bartolomei per la realizzazione di melologhi (monologhi con la musica che accentua i momenti di maggiore tensione) e per delle splendide incisioni con orchestra.
Con il cortometraggio “Lotta libera” (regia di Stefano Viali) ha vinto un David di Donatello, un Nastro d’Argento e ha partecipato al festival di Berlino.
In campo cinematografico collabora con Luigi Lo Cascio e Andrea Papini, mentre in TV lo possiamo vedere in note serie televisive dirette da Vittorio Sindoni, Alexis Sweet, Cristian de Mattheis e Gianfranco Albano.
Ha prestato la sua voce per radiodrammi di produzione RAI e ha realizzato audio book per varie case editrici. A oggi lavora come doppiatore per il cinema e la televisione.
Larenzo però non è solo attivo in campo attoriale, ma è anche un ottimo registisa avendo messo in scena testi di Alessandro Benvenuti e Ugo Chiti.
Conduce laboratori di scrittura creativa e di teatro in carcere.
Lorenzo è anche “acting coach”, una figura professionale così poco utilizzata in Italia, che si confà alla sua naturale e alta dose di empatia quando assiste gli attori nello studio di un copione e nel loro impegno a entrare in parte.
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Non sempre è facile lavorare con gli artisti contemporanei, hanno il loro lato narciso e saturnino che, talvolta, li rende veramente insopportabili!
Claudio Tafani di Art-Craft, Giovanna M. Carli di Ars Artis, MIR, APE e Lori Scarpellni, artista – Ph. by Giodì, all rights reserved
Non è il caso, questo, di Lori Scarpellini, ultra ottantenne, dal cuore gonfio di amore per gli altri e per la sua amata pittura e la sua Buti, bella cittadina in provincia di Pisa.
Ph. by Lido Scarpellini, all rights reserved
Lori Scarpellini che ha frequentato lo studio del pittore Anton Luigi Gajoni (Milano 1899 – San Miniato di Pisa 1966), ha collaborato alla storia dell’Arte Italiana per “Generazioni” con il prof. Giorgio Di Genova al 3° volume Maestri Storici.
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La sua prima mostra personale risale al 1972 e da allora ha esposto le sue opere in numerose rassegne, collettive e personali, sia in Italia che all’estero. Molteplici sono stati i temi, le tecniche e i linguaggi che hanno caratterizzato il suo percorso artistico. Importanti sono stati gli anni dedicati allo studio dal vero del paesaggio, del ritratto e della natura morta. A partire dal 1986 ha inizio la ricerca di un linguaggio pittorico che staccandosi dalla rappresentazione oggettiva della realtà, diventi espressione di un mondo interiore fantastico e misterioso. Nascono così i cicli delle “Entità Vaganti” e degli “Astanti”.
Dal 1992 continua la sua interpretazione personale e originale dell’espressione pittorica nei cicli dedicati ai “Quattro Elementi Naturali”. Acqua “Città del Mare”, Fuoco “Il pianeta blu è una strada nel sole”, Terra “Geo – Isola nell’immenso spazio dell’Universo”, Aria “Lo spazio libero verso il cielo”.
Dal 2003 al 2018 il pittore sviluppa una nuova tematica che intitola Cosmo – Movimento di Luce e Colore e Materia di Luce e Colore.
Giovanna M. Carli a Napoli, al Castel dell’Ovo, 5 maggio 2017, ph. by Giodì, all rights reserved
Una grandissima esperienza di cui ringrazio vivamente Roberto Pisoni, direttore di Sky Arte HD. Ho potuto, infatti, toccare con mano la straordinaria professionalità. Un’esperienza formativa come inviata e come occhio esperto di ARTE, con grandissimi artisti, musicisti, fotografi, performer.
Sono stata a Napoli, con Giodì, il mio fotografo personale, e il mio creativo compagno, Claudio Tàfani di Art-Craft. Dal 5 al 7 maggio 2017 ho vissuto: incontri, mostre, proiezioni, concerti, performance partecipative per celebrare tutte le forme d’arte, con un focus sul tema della Rigenerazione. Un festival formidabile con:Manuel Agnelli, Mimmo Borrelli, Vinicio Capossela, Geppi Cucciari, Erri de Luca, Stefano di Battista, Cristina Donadio, Carlo Lucarelli, Nicky Nicolai, Mimmo Palladino, Francesco Piccolo, Oliviero Toscani e Benjamin Biolay. In apertura venerdì 5 maggio il documentario: Fabio Mauri – ritratto a luce solida. L’inedito live di Vinicio Capossela, il Concerto In-Sanità all’interno della Basilica Santa Maria della Sanità…«Una sorta di “oratorio” al politeismo napoletano – ha spiegato l’autore –, un politeismo culturale in cui si mescolano il sacro, la vita e la molteplicità”. Grandioso! “Sono rimasto colpito dai ragazzi della cooperativa sociale Paranza – ha continuato Vinicio – guidati dal parroco della Sanità e da loro orgoglio nel guidare questo processo di rigenerazione».
Ho camminato sull’installazione “I volti dei cittadini di Napoli”, arte pubblica, Inside Out . A Global Art, Project by JR. Il Festival www.festivalskyarte.com, a Napoli, nei suoi tre giorni di performance coinvolgenti con tanti protagonisti della scena artistica italiana e internazionale, primo Festival di Sky Arte, in collaborazione con Sky Academy, mi ha entusiasmato per la sua proposta culturale unica e multiforme, capace di coinvolgere il pubblico di ogni età.
Location d’eccezione Napoli, da sempre tra i luoghi più vivaci, creativi, capace di coniugare innovazione e tradizione, una grande opportunità per mostrare al mondo il prezioso tessuto storico-artistico e culturale che la città sa offrire.
Ho vissuto tre giorni al Museo Pignatelli, uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica della città, passando poi alla villa monumentale, lungo la Riviera di Chiaia, per assistere a dibattiti, proiezioni di film e documentari, workshop e alcune delle attività di Sky Academy, rivolte ai bambini e ai ragazzi, approndando al Museo MADRE, le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Napoli, e il Rione Sanità. In particolare, grazie alla collaborazione con la Fondazione di Comunità San Gennaro, la Basilica di San Gennaro Extra Moenia e la Basilica di Santa Maria della Sanità per pièce teatrali e il concerto di chiusura del festival di Vinicio Capossela.
Esperienza da ripetere senz’altro e che consiglio vivamente a tutti. Sperando che Sky Arte la ripeta…