La collezione Vieusseux ne vanta un cospicuo corpus
Si è laureata di nuovo, mercoledì 22 aprile 2026, con il massimo dei voti, Giovanna M. Carli, conseguendo la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte con una tesi dedicata ai dipinti di Adriana Pincherle, conservati presso l’Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux di Firenze.
La ricerca ha analizzato il lavoro della pittrice, sorella dello scrittore Alberto Moravia, mettendo in luce il valore autonomo della sua pittura e il legame tra arte e memoria letteraria all’interno dell’Archivio.
Il percorso di studi di Carli si è svolto tra Pisa e Firenze: dopo la laurea in Lettere Moderne con lode, ha conseguito la specializzazione in Storia dell’Arte e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze, fino alla laurea magistrale. Accanto agli studi, ha collaborato con istituzioni culturali e svolge attività di insegnamento, scrittura e divulgazione giornalistica.
«Ai giovani dico di non arrendersi mai: il cambiamento parte dallo studio e dall’impegno quotidiano», ha dichiarato.
Nel suo lavoro ha voluto ringraziare il Gabinetto Vieusseux, in particolare il presidente Riccardo Nencini e il direttore Michele Rossi, insieme ai docenti Giorgio Bacci e Lucia Mannini nonché la nipote della pittrice, Gianna Cimino.
Con questo traguardo, Carli si conferma una studiosa impegnata nella valorizzazione di figure femminili ancora poco conosciute della storia dell’arte del Novecento.
Don Lorenzo Milani torna a Montespertoli: gli allievi e i testimoni nel nuovo libro di Giovanna M. Carli
Giovedì 19 settembre alle ore 18, presso la Biblioteca Comunale Ernesto Balducci, si è tenuta la presentazione del volume “Don Milani Domani. Tutto è possibile”, scritto da Giovanna M. Carli, alla presenza di coloro che lo hanno frequentato, amato e conosciuto: i suoi allievi.
Montespertoli, Biblioteca comunale “Ernesto Balducci”, Presentazione del libro di Giovanna M. Carli, foto di Stefano Vignozzi
Giovedì 19 settembre 2024, alle ore 18:00, la Biblioteca Comunale Ernesto Balducci di Montespertoli ha ospitato la presentazione del libro “Don Milani Domani. Tutto è possibile”, scritto da Giovanna M. Carli e pubblicato da Masso delle Fate.
Ha aperto la presentazione, di fronte a un pubblico numeroso e interessato, l’Assessora alla Cultura, Alessandra De Toffoli che ha introdotto il lavoro dell’autrice.
“Ringrazio – ha dichiarato Carli – l’Amministrazione comunale, il sindacoAlessio Mugnaini, l’Assessora De Toffoli, la funzionaria alla cultura Daniela Brenci. Questo libro parte da Montespertoli e trae ispirazione dalle numerose conversazioni avvenute con il cavaliere Vieri Lascialfari sulla figura amatissima di un prete che ha saputo essere per i suoi allievi, non solo il maestro ma anche l’amico, il padre, il medico, il fratello, prendendosi cura di loro, poveri, in tutti i modi possibili grazie anche alle sue risorse economiche ma soprattutto al suo grande cuore.
Porto la testimonianza di una persona scomoda – ha proseguito la storica – con il docufilm omonimo che ho realizzato con musiche originali di Giovanni Tancredi Tafani, insieme con gli allievi: Enzo Brunetti, Piero Cantini e Fiorella Tagliaferri e con i volontari della Fondazione don Lorenzo Milani, Ivana e Palmiro Sassetti e ogni volta il pubblico si commuove perché le parole sono vere e sincere e i racconti hanno il sapore dell’autenticità e non dell’interpretazione”.
Gli interventi di studiosi e testimoni
Il professor Gabriele Boccaccini, con collegamento da remoto dall’Università del Michigan ha poi posto l’accento sullo sfondo in cui, a Montespertoli, si è consumata la vicenda milaniana, un periodo di guerra e di deportazioni, dove la famiglia del Priore di Barbiana, la madre, Alice Weiss era ebrea, hanno rischiato la vita.
Il Cavaliere Giulio Cesare Bucci, Governatore della Misericordia montespertolese, ha raccontato di aver conosciuto don Milani e di averne apprezzato la carità cristiana. Le testimonianze del volontario della Fondazione don Lorenzo Milani, Palmiro Sassetti, hanno emozionato: “Luciano per andare a scuola rischiò la vita…”., mentre Enzo Brunetti, Piero Cantini e Fiorella Tagliaferri, allievi di don Lorenzo Milani, hanno commosso ed emozionato raccontando la bontà, l’allegria e la ribellione di un uomo che si è fatto ultimo tra gli ultimi, per aiutarli e a cui loro devono tutto quello che oggi sono e che hanno imparato ad essere.
Il progetto di Giovanna M. Carli, “Don Milani Domani” continua a regalare emozioni e a incontrare il pubblico toscano.
Prossima tappa in Umbria, a Città di Castello, nel mese di novembre con la presentazione sia del docufilm che del libro.
Sabato 9 marzo proiezione del docufilm ‘Don Milani Domani’ di Giovanna M. Carli con musiche originali di Giovanni Tancredi Tafani, con ingresso gratuito
Sabato 9 e domenica 10 marzo visite guidate del Museo Archivio Bianciardi dalle 15 alle 18
I CARE: weekend culturale a Castellina in Chianti per la Festa della Toscana, fra il ricordo di Don Milani e le visite al Museo Archivio Bianciardi
Castellina in Chianti. Un weekend speciale alla scoperta del Museo Archivio Bianciardi (MAB) e all’insegna della promozione culturale. È quello che si svolgerà a Castellina in Chianti sabato 9 e domenica 10 marzo, nell’ambito della Festa della Toscana, con la proiezione del docufilm ‘Don Milani Domani. Tutto è possibile’ di Giovanna M. Carli con musiche originali del giovane compositore Giovanni Tancredi Tafani e le visite guidate gratuite al MAB a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Bianciardi.
L’evento, intitolato ‘I Care’ e ideato e curato da Giovanna Maria Carli, è promosso dall’associazione Amici di Palazzo Bianciardi, in compartecipazione con il Consiglio regionale della Toscana e con il patrocinio del Comune di Castellina in Chianti. Il Museo Archivio Bianciardi, diretto da Gaia Bastreghi Bianciardi, è stato inaugurato nel 2021 e ha sede in via delle Volte 36 a Castellina in Chianti.
Il programma di ‘I Care’. Sabato 9 e domenica 10 marzo si svolgeranno le visite guidate gratuite del MAB, su prenotazione fino a un massimo di dieci persone. I gruppi si alterneranno ogni ora dalle 15 alle 18.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile chiamare il numero 377-5705985 oppure scrivere a info@mab-it.org.
Sabato 9 marzo, alle ore 21, inoltre, il Cinema Italia di Castellina in Chianti ospiterà la proiezione a ingresso gratuito del docufilm “I Care, Don Milani Domani”, saranno presenti l’autore delle musiche, la regista e l’allievo del priore di Barbiana Piero Cantini, rivolta alle nuove generazioni per trasmettere i valori umani a cento anni dalla nascita del sacerdote che fu voce potente contro le disuguaglianze sociali e culturali.
Dopo il successo per il docufilm riguardante la storia della Certosa di Firenze, Giovanna M. Carli firma, insieme a Tancredi Tafani che crea per occasione una colonna sonora toccante, il nuovo film su Don Lorenzo Milani che, proiettato in prima nazionale, il 28 settembre scorso, diventa da subito molto richiesto.
“Un film vero – afferma il pubblico – commovente”. Dopo tre anni di studi, ecco il nuovo documentario che restituisce a Don Milani la forza e la bellezza di una vita di sacrifici in nome della libertà.
San Casciano in Val di Pesa (Cinema Teatro Everest), 28 settembre, ore 21, grande successo per la prima proiezione del nuovo docufilm su Don Milani per il Centenario dalla nascita
Grande successo per la prima proiezione del nuovo film documentario riguardante Don Milani, dal titolo “Don Milani Domani. Tutto è possibile” della durata di 55 minuti, in occasione del centenario dalla nascita (1923 – 2023), scritto e diretto dalla storica dell’arte Giovanna M. Carli con musiche originali composte dal giovane musicista Giovanni Tancredi Tàfani (Tancredi Tàfani), montaggio in collaborazione con Valerio Ricci. Il nuovo docufilm è stato presentato nell’ambito della Festa Patronale dell’antica Arciconfraternita della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa.
“Don Milani, l’I Care – ha affermato il Governatore Marco Poli – incarna i valori della nostra Misericordia: fare del bene ai bisognosi, tutto il giorno e tutti i giorni”. Il Reverendissimo Monsignor Vasco Giuliani, Canonico onorario del Capitolo della Cattedrale di Santa Maria del Fiore in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Firenze, delegato del Vicario generale , accompagnato dal fedele Cavaliere Vieri Lascialfari, ha preso la parola nel gremito teatro Everest e ha commosso tutte le oltre duecento persone: emozionante vedere gli alunni di un tempo di don Milani commossi fino alle lacrime nell’ascoltare Monsignore che hanno ringraziato al termine con tanto affetto. Don Vasco, con la Sua paternità, con il Suo slancio sacerdotale, ha riferito del commovente incontro con Don Lorenzo ormai gravemente provato nel fisico ma lucidissimo.
Padre Giuseppe Magliani, già Superiore della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe d’Asti che nel suo lungo apostolato nella Comunità di Sesto Fiorentino ha sottolineato come, tra i primi sacerdoti a portare giovani e famiglie a Barbiana, è riuscito a farli innamorare della figura del Priore. Il docufilm ha registrato il tutto esaurito sette giorni prima della proiezione avvenuta al Cinema Teatro Everest di San Casciano in Val di Pesa, giovedì 28 settembre, alle ore 21.
“Per me – ha affermato l’autrice, regista e produttrice, che insieme a Valerio Ricci ha firmato anche il montaggio – è stato come pregare incessantemente ogni giorno di ideazione, ripresa e montaggio. Pregare per chi, almeno una volta nella vita, si è sentito emarginato, discriminato e messo da parte. Pregare perché la società di oggi, diventi una società permeata dai valori di don Milani”.
Numerosi i patrocini dalla Regione Toscana, alla Città Metropolitana, fino ai Comuni interessati alle riprese: San Casciano, Montespertoli, Vicchio, Calenzano, Sesto Fiorentino. Alla proiezione erano presenti il Sindaco Roberto Ciappi, la vicesindaca Elisabetta Masti, l’assessore al Bilancio Moreno Cheli, gli allievi di Calenzano e di Barbiana, oggi testimoni e volontari della scuola popolare di Calenzano e della Fondazione don Lorenzo Milani. Per la scuola di Calenzano erano presenti alla prima proiezione Luana Facchini Rosi ed Enzo Brunetti (nel film sono mostrati documenti inediti), mentre per Barbiana sono arrivati a San Casciano gli allievi Piero Cantini e la volontaria Annalisa Mensi Calderai. Presente anche l’attrice Gianna Giachetti, indimenticata interprete di Eda, la perpetua di don Milani, nel film che ha visto Sergio Castellitto protagonista.
Il docufilm, ricorda la regista, al suo secondo documentario (il primo, d’esordio è Un luogo infinito, dedicato alla Certosa di Firenze) è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione don Lorenzo Milani (Presidente Agostino Burberi e vicepresidente Lauro Seriacopi) e il Comitato per il Centenario della nascita (Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana), Presidente on. Rosy Bindi, con la promozione della Misericordia di San Casciano in collaborazione con la Misericordia di Montespertoli e l’archivista Giulio Cesare Bucci. Un ringraziamento anche all’Arcidiocesi di Firenze, alle Parrocchie di Montespertoli, San Casciano in Val di Pesa, Sant’Andrea in Percussina, San Donato a Calenzano, Vicchio.
DON MILANI DOMANI TUTTO è POSSIBILE
Promosso dalla Misericordia di San Casciano in Val di Pesa in collaborazione con la Misericordia di Montespertoli
L’evento è stato Patrocinato da Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e dai Comuni di San Casciano in Val di Pesa, Montespertoli, Vicchio, Calenzano, Sesto Fiorentino
Produzione, regia e montaggio di Giovanna M. Carli riprese e montaggio di Valerio Ricci Musiche originali di Giovanni Tancredi Tafani
Al docufilm hanno partecipato per l’Introduzione Marco Poli, Governatore dell’Arciconfraternita di Misericordia di San Casciano in Val di Pesa, Firenze Elisabetta Masti, vicesindaca del Comune di San Casciano On. Rosy Bindi (Presidente del Comitato per il Centenario dalla nascita di don Milani, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana) Filippo Carlà Campa (Sindaco di Vicchio) Leandro Lombardi (Presidente del centro-documentazione-don-lorenzo-milani-scuola-di-Barbiana) Don Andrea Bigalli, Parroco di Sant’Andrea in Percussina don Maurizio Pieri, Parroco di Vicchio
Nel docufilm sono stati intervistati:
Giulio Cesare Bucci, Governatore della Misericordia di Montespertoli Valeria Milani Comparetti, nipote di Lorenzo Milani, figlia di Adriano, il fratello maggiore di don Milani Renzo Pulidori, Parroco emerito di San Casciano in Val di Pesa Don Silvano Nistri, parroco, “emerito” della pieve di San Martino a Sesto Fiorentino Graziano Latini, committente del murale dedicato a Don Milani, a Montespertoli Don Alfredo Amerighi, Parroco di San Donato a Calenzano Luana Facchini Rosi, Parrocchiana di don Milani a Calenzano Enzo Brunetti, allievo di don Milani a Calenzano Agostino Burberi, Presidente della Fondazione don Lorenzo Milani Fiorella Tagliaferri, allieva di Don Milani a Barbiana Lauro Seriacopi, VICEPresidente della Fondazione don Lorenzo Milani Piero Cantini, allievo di don Milani a Barbiana Catia Gonnella, volontaria della Fondazione don Lorenzo Milani Aldo Bondi, volontario Fondazione don Lorenzo Milani Gianna Giachetti, attrice e autrice di un libro sulla sua vita, fresco di stampa, indimenticata interprete della governante Eda nel film su Don Milani interpretato da Sergio Castellitto Annalisa Mensi Calderai, volontaria Fondazione don Lorenzo Milani
Hanno partecipato al docufilm anche le studentesse e gli studenti dell’I.C. Il Principe Ginevra Aldini, Lucrezia Bassi, Rafael Behar, Linda Belli, Yuri Berti, Olivia Ciarla, Giulio Degl’Innocenti, Giacomo Dini, Chiara Fissi, Mia Fulceri, Rebecca Geri, Guido Gherardini, Andrea Ghiandelli, Eleonora Lazzeri, Giovanna Madiai, Ester Martinucci, Tessa Niccolini, Niccolò Nuzzi, Giorgio Piccioli, Emily Scarlini
e i fratelli e le sorelle dell’Arciconfraternita della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa
Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato al progetto “Don Milani Domani” Arcidiocesi di Firenze, le Parrocchie di Montespertoli, San Casciano in Val di Pesa (don Massimiliano Gori), Sant’Andrea in Percussina, San Donato a Calenzano, Vicchio
Un ringraziamento al Cavaliere Vieri Lascialfari, al dottor Paolo Rappuoli, alla professoressa Franca Righini, al signor Palmiro Sassetti, e un grazie particolare all’Eremo di Lecceto e alla proprietà di Villa La Gigliola (signora Anna Piazzini).
Spettacolo al Teatro Niccolini di San Casciano in Val di Pesa.
Progetto ideato e curato da Giovanna M. Carli (soggetto), di e con Tiziana Giuliani (scrittura scenica e drammaturgica), con la partecipazione di Giovanna M. Carli, musiche dal vivo di Agata Smeralda Petrognani, le musiciste del Corpo musicale Oreste Carlini, il Coro dell’Accademia Amedeo Bassi diretto dal Maestro Massimo Annibali.
In un’intervista, rilasciata nel 2004 affermava che “Bisogna esser combattivi nella vita, anche nella scienza. Anche in famiglia: la famiglia si fa in due ed in due bisogna sopportarne il peso. Sono le donne che devono pretenderlo, perché al mondo chi ha meno diritti deve conquistarseli”.
Nata alla vigilia del ventennio fascista Hack era bambina solitaria e spesso era il padre compagno di giochi, quel padre licenziato quando lei aveva quattro o cinque anni perché non iscritto al partito fascista e che, per questa ragione non ebbe mai più un lavoro fisso.
Era la madre a mantenere la famiglia: diplomatasi all’Accademia di Belle Arti, dipingeva miniature dei quadri degli Uffizi che vendeva ai turisti. L’arte entra nella vita di Margherita e con essa l’orgoglio di manifestare il proprio pensiero ma per questo patirne le conseguenze. Un diritto negato. Da grande, la scienziata Hack, fa della libertà di pensiero la propria bandiera. Laica e materialista, sostenitrice del pensiero libero e della libera scienza, diventa astrofisica, come amava ricordare, un po’ per caso…Questa scrittura drammaturgica di Tiziana Giuliani su soggetto di Giovanna M. Carli, restituisce il racconto della vita fuori dagli schemi di una grande ricercatrice. Donna, prima di tutto, libera, paladina tenace ed appassionata, del metodo scientifico contro tante forme di superstizione e irrazionalismo. Amante della libertà e dell’animale da compagnia che meglio la incarna: il gatto. Margherita Hack torna a San Casciano, paese del Chianti di cui è cittadina onoraria dall’8 agosto 2008 e “torna da protagonista con i gatti che ha tanto amato – sottolinea Carli – e con la sua bicicletta. Perché con Tiziana Giuliani raccontiamo la vita viva di una donna straordinaria”.
Tra i temi della narrazione scenica anche l’importanza della scienza al servizio della pace contro ogni forma di violenza. “L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’Universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. – afferma Margherita Hack – Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri. Non dimentichiamolo mai, portiamo rispetto al cosmo, a ogni singolo essere umano e vivente”, quel rispetto grazie al quale tutti hanno diritto di manifestare la propria opinione senza censure e dubitare sempre anche del fatto che le stelle siano fuoco…
Il primo docu film, da un’idea di Giovanna M. Carli
Un Luogo Infinito: La Certosa di Firenze
Sabato 17 dicembre 2022 alle ore 17.00 presso la Certosa di Firenze avrà luogo la proiezione in prima assoluta del docufilm “Un Luogo Infinito. La Certosa di Firenze” di Media Soluzioni SNC e Giovanna M. Carli, con la partecipazione di Antonio Natali, voce narrante Sandro Lombardi e musiche originali di Maria Socci.
La proiezione sarà preceduta dalla presentazione alle ore 15,00 dei lavori, che hanno portato al superamento delle barriere architettoniche con la realizzazione di un ascensore nella corte posta tra Palazzo Acciaioli e la chiesa di Santa Maria, al fine di consentire l’accessibilità al livello superiore del palazzo e del complesso monastico. Interverranno il Cardinale Giuseppe Betori (Arcivescovo di Firenze), Giovanni Salvia (Provveditore per il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. Toscana-Marche-Umbria), Antonella Ranaldi (Soprintendente per la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato), Don Carmelo Mezzasalma (Superiore della Comunità di San Leolino) e Valerio Tesi (oggi Soprintendente per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno) che segue da sempre i lavori per conto della Soprintendenza fiorentina.
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Il docufilm “Un Luogo Infinito” prende spunto dall’idea di costruire la Certosa di Firenze come segno di immortalità da parte Niccolò Acciaioli, nato al Castello di Montegufoni di Montespertoli, ricco banchiere fiorentino del Trecento, Gran Siniscalco del Regno di Napoli e Viceré di Puglia. Il ricco e potente Acciaioli concepì annesso alla Certosa anche un “Palazzo agli Studi”, per studenti laici in teologia, diritto canonico e filosofia, edificio in cui ritirarsi una volta anziano, vera e propria eccezione rispetto alle altre Certose. Il racconto è consegnato alla fruizione del pubblico dalle parole di studiosi, uomini di fede e storici dell’arte, per la regia Luigi Dell’Elba, attraverso una narrazione appassionata, dove si susseguono, secondo un percorso temporale, le vite dei personaggi e le opere degli artisti che da qui sono passati, insieme a particolari inusuali e stanze “misteriose e segrete”, celate agli sguardi dei frequentatori abituali. Persone e personaggi, non solo uomini famosi, ma anche semplici monaci e persone comuni che la Certosa ha cambiato o aiutato a cambiare spiritualmente.
Un’unica donna, la sorella del fondatore, Lapa, di cui rimane, scolpita per sempre nel marmo, il ritratto nella lastra tombale vicina al padre e al nipote, a memento di una grandezza vissuta a fianco del fratello, di cui parla la storica dell’arte Giovanna M. Carli. Il docufilm è stato girato nei tre anni complessi della pandemia.
Lavorare in Certosa è stato momento di grande raccoglimento e riflessione. Uno degli episodi narrati è quello del Pontormo che, durante la peste del 1522, si ritirò in “quel silenzio”, fonte di dialogo con se stesso e la propria creatività e dipinse cinque mirabili affreschi su “La Passione di Cristo”, conservati oggi nella Pinacoteca di Palazzo Acciaioli, di cui tratta lo storico dell’arte Antonio Natali. Lo storico Giovanni Leoncini parla dell’infinità dello spazio della Certosa e la sua chiusura verso il mondo esterno, che hanno fortemente contribuito a plasmare le persone che vi hanno vissuto. La Certosa, però, divenne da subito, ed è rimasta nei secoli, un luogo “Infinito” che favorisce e seconda la condizione di oblio e di ricercato isolamento dell’uomo, come sottolinea il monaco Guidalberto Bormolini: il momento essenziale della vita spirituale è la cella dove il monaco prega,medita e lavora manualmente, e mangia. Sulla dieta “certosina” è Donatella Lippi, storica della medicina e bioetica dell’Università degli Studi di Firenze, a svelare molte curiosità e notizie interessanti.
Il racconto prosegue e giunge al XVIII secolo. Papa Pio VI e papa Pio VII, “prigionieri” di Napoleone furono costretti a trasferirsi in Francia, e si fermarono in Certosa rispettivamente nel 1798 e nel 1809. Del periodo napoleonico riferisce Carmelo Mezzasalma, scrittore e Superiore della Comunità di San Leolino. La Certosa fu fonte di ispirazione anche per il giovane Le Corbusier che, dopo averla visitata scrisse ai genitori e al suo maestro Charles di aver trovato la soluzione al problema della casa per gli operai, fondando il concetto abitativo sul modello monastico scoperto proprio alla Certosa del Galluzzo, come ricorda l’architetto Valerio Tesi. Le foto della guerra scorrono inesorabili e il tempo passa lasciando il velo di antiche vestigia nei colori e nelle forme delle stagioni, mentre la regia sceglie la lentezza per ottenere un effetto di tranquillità e di pace, interrotto da piccoli rumori come il rintocco di una campana che segna il cambio dell’ora, il crepitio della fiamma di una candela verso sera, quasi notte, il frinire delle cicale d’estate e poi il vento, ma anche la pioggia, la neve…Librarsi in alto grazie alle vedute aeree con quell’afflato verso il Divino mentre la musica, originale, composta per l’occasione da Maria Socci, arriva a toccare l’intensità emotiva armonizzando con le immagini che catturano l’occhio dello spettatore. Imprime ulteriore intensità la voce calda e discreta dell’attore Sandro Lombardi. Lo spettatore vedrà questo luogo divenire infiniti luoghi, inediti, cangianti nella luce e nella forma, colto durante il corso della giornata e nel corso delle stagioni, fino all’eternità.
SCHEDA TECNICA Titolo: Un Luogo Infinito. La Certosa di Firenze, sogno di immortalità Da un’idea di Giovanna M. Carli Regia: Luigi M. dell’Elba Durata: 53’ Produzione: Media Soluzioni SNC, Art&Craf, Giovanna M. Carli Distribuzione Italia: Berta Film SRL Sceneggiatura: Giovanna M. Carli e Alessio Venturini Voce narrante: Sandro Lombardi Voce Acciaioli – Vasari: Wolfango Tedeschi Attori: Maria Campori, Andrea Casini, Mario Cito, Teresa Cito, Nicola Magno Fotografa: Luigi dell’Elba Musiche Originali: Maria Socci Suono: Tokuhiko Katayama Montaggio: Stefano Murana Post-produzione audio: Flat Recording Studio Color Correction: Stefano Murana Foto di scena: Emma dell’Elba Consulenze e interventi: Guidalberto Bormolini, Giovanna M. Carli, Giovanni Leoncini, Donatella Lippi, Maria Maugeri, Carmelo Mezzasalma, Antonio Natali, Valerio Tesi, Stefano Murana In collaborazione con: Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Montespertoli, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Archivio di Stato di Firenze, Comunità di San Leolino, Archivio fotografico del Galluzzo di Lorenzo Scacciati, Associazione Napoleonica d’Italia, Castello di Montegufoni
Firenze dall’età di Arnolfo, Dante e Giotto fino alla fine del Rinascimento
Lezioni di storia
è un ciclo di incontri che si svolgono di lunedì, dalle 17:00 alle 19:00 al Teatro Niccolini di Firenze, in via Ricasoli 3.
Gli incontri sono moderati dal giornalista Alberto Severi e raccontano la Firenze dall’età di Arnolfo, Dante e Giotto fino alla fine del Rinascimento.
Il primo incontro è stato con il curatore del ciclo di conferenze, Riccardo Nencini, che ha presentato il suo libro “La battaglia. Guelfi e Ghibellini a Campaldino nel sabato di San Barnaba“, III edizione per i tipi di Mauro Pagliai Editore, con prefazione di Franco Cardini, ricostruzione appassionata e avvincente dei luoghi, dei fatti, dei personaggi, un romanzo storico frutto di una rigorosa ricerca che parla della battaglia che Dante immortalerà nella Divina Commedia, quella battaglia che pose fine all’età dei nobili e aprì la strada alla società dei mercanti, definitivamente.
Riccardo Nencini, Alberto Severi, Antonio Pagliai
Il primo novembre Anna Benvenuti parlerà de “I santi patroni tra devozione civica e arroganza municipale. “Nelle città medievali i santi vescovi delle origini cristiane, o i nebulosi martiri che avevano fecondato col loro sangue le terre municipali, divenivano emblemi politici e simboli di un potere (vuoi militare, vuoi economico) che le rispettive municipalità intendevano esprimere: così i santi si portavano in battaglia assieme ai vessilli degli eserciti, oppure si issavano sulle mura perché ne difendessero i bastioni durante gli assedi, mentre i santi titolari dei giorni di vittoria andavano ad arricchire il pantheon municipale, come a Firenze San Barnaba, o Sant’Anna, grazie alla quale la città era stata liberata dalla tirannia del Duca d’Atene. Sul cielo di Firenze campeggiava San Giovanni, titolare del fonte battesimale dalla cui acqua i fiorentini ricevevano ad un tempo l’identità cristiana”.
ph. di Giovanna M. Carli
I prossimi ospiti saranno saranno Federico Canaccini (8 novembre), Giovanni Cipriani (15 novembre), Fabrizio Ricciardelli (22 novembre), Ugo Barlozzetti (29 novembre), Antonio Natali (13 dicembre), Donatella Lippi (20 dicembre) e Franco Cardini (17 gennaio).
Il teatro del Cocomero durante la prima lezione di storia
Ingresso gratuito su prenotazione: tel. 055 0946404 (dal martedì alla domenica 10-13 /16-19) info@eventipagliai.com
L’evento avrà luogo nel rigoroso rispetto delle norme anti Covid-19 Sarà richiesto il Green Pass. È obbligatorio indossare la mascherina
“Ciò che più mi strugge è che finalmente ora si possono vedere i diversi strati di lavorazione del marmo. Dopo la pulitura quella vibratilità si percepisce e a dispetto dell’essere pietra è un marmo che palpita”, durante la conferenza stampa (venerdì 24 settembre 2021) così ha osservato Antonio Natali, dal giugno del 2006 al novembre del 2015 è stato direttore della Galleria degli Uffizi, dove ha lavorato dal 1981 al 2016 ed è senza dubbio alcuno un’autorità indiscussa negli studi dell’arte del ‘400 e ‘500 fiorentini.
Antonio Natali durante l’intervista
Il professor Natali è il coordinatore scientifico del restauro insieme a Vincenzo Vaccaro e consigliere dell’Opera. I biografi più antichi concordano nel tramandare che Michelangelo avesse cominciato il marmo poco prima del 1550 e quindi quando aveva settantacinque anni, con l’intenzione di collocarlo sopra l’altare di una chiesa ai piedi del quale voleva essere sepolto.
Il marmo, e il restauro iniziato nel 2019 lo conferma, è un blocco del peso di circa 2700 Kg corrispondente a un metro cubo di marmo di Seravezza, “duro e difettoso”, così lo descrive Giorgio Vasari, uno dei biografi di Michelangelo, insieme a Ascanio Condivi, che per le sue impurezze (pirite) “faceva fare fuoco” a ogni colpo di scalpello.
Michelangelo si dedicò dal 1518 al 1520 all’impresa ordinata da Giovanni de’ Medici volta a utilizzare i marmi estratti nei monti di Seravezza per la facciata della chiesa di San Lorenzo a Firenze e a realizzare la strada dalle cave al mare. La costruzione della strada poi subì continui rallentamenti e quando finalmente i primi marmi giunsero a Firenze, nel 1521, il progetto della facciata ormai era stato abbandonato. Ma rimane un mistero come mai Michelangelo possedesse questo enorme blocco di marmo di Seravezza tra il 1547 e il 1555 quando cioè scolpisce la Pietà. E sempre i due biografi danno notizia che l’artista preso dallo sconforto per la difficoltà di lavorazione e la resa non ottimale di questo marmo difettoso staccasse le braccia sinistre di Cristo e della Vergine, l’avambraccio destro di Cristo e il braccio destro della Maddalena, la gamba sinistra di Gesù.
L’intervento di Monsignor Timothy Verdon, direttore artistico del Museo dell’Opera del Duomo e Canonico della Cattedrale
Nel 2006 Wasserman ha però chiarito che non si è trattata di una distruzione volontaria ma del tentativo da parte del Buonarroti di cambiare le pose delle figure. Da lì a poco il gruppo scultoreo composto di quattro figure tra cui l’anziano Nicodemo a cui l’artista ha dato il suo volto, subirà vari passaggi di proprietà, regalata dal Buonarroti al servitore Antonio, fino a giungere nel 1671 a Cosimo III Medici, che l’acquistò e tre anni più tardi giunse a Firenze via mare e poi lungo l’Arno e nel 1981 al Museo dell’Opera del Duomo dove fino al 2013 è stata esposta nel locale aperto del mezzanino dell’antica scalinata.
La Pietà Bandini ora palpita. Nel recente allestimento è stata montata su un podio che rievoca l’altare su cui l’artista aveva pensato di collocarla con l’intento di realizzare un cantiere di restauro “aperto” dove i visitatori del Museo dell’Opera del Duomo hanno potuto vedere il restauro e dove anche per i prossimi 6 mesi, dal 25 settembre 2021 al 30 marzo 2022, il pubblico potrà vedere la Pietà restaurata grazie a visite guidate.
Il restauro è stato commissionato e diretto dall’Opera di Santa Maria del Fiore grazie alla donazione della Fondazione non profit Friends of Florence, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato ed è stato affidato alla restauratrice Paola Rosa con la collaborazione di Emanuela Peiretti.