Tag: Giovanna Maria Carli

  • Villa il Palagio si riempie di musica e cinema

    Villa il Palagio si riempie di musica e cinema

    Grande successo per la serata “Don Milani Domani” con il provveditore Biancalani, don Bigalli e i volontari della Fondazione.

    L’esortazione: «Fiducia nei giovani per un futuro migliore»

    CAMPI BISENZIO (FI) – Si è concluso con uno straordinario successo di pubblico l’evento speciale dedicato alla figura e all’eredità di Don Lorenzo Milani, svoltosi ieri sera, sabato 12 settembre 2026, nella suggestiva cornice dell’Arena Estiva al Palagio di Campi Bisenzio.

    L’iniziativa, a ingresso libero, è stata curata dal Circolo MCL don Renzo Paoli e si è inserita nell’ambito dei festeggiamenti per il 480° anniversario della fondazione della Confraternita di Misericordia di Campi Bisenzio.

    La serata è stata presentata e guidata dal provveditore Cristiano Biancalani, il quale ha introdotto l’evento e ha dato vita a un profondo dialogo sui temi della pace e della solidarietà con don Andrea Bigalli.

    Nel suo atteso intervento, don Bigalli ha offerto una chiave di lettura sull’attualità dell’esperienza milaniana, esortando calorosamente il folto pubblico presente ad avere fiducia nei giovani per un futuro migliore, con un forte riferimento al lavoro di Giovanna M. Carli: un Don Milani che guarda, appunto, al domani.

    Tra la numerosa platea si è notata la prestigiosa presenza di alcuni storici allievi del Priore e di Ivana e Palmiro Sassetti, volontari della Fondazione Don Lorenzo Milani, che hanno testimoniato il legame indissolubile con Barbiana.

    Il cuore artistico della serata ha visto fluttuare parole, note e immagini. Prima con il reading musicale “Don Milani Domani. Tutto è possibile” di e con Giovanna M. Carli, impreziosito dal commento sonoro dal vivo del giovane compositore e sassofonista Giovanni Tancredi Tafani.

    Successivamente, l’emozione è passata sullo schermo con la proiezione dell’omonimo docufilm prodotto e diretto dalla stessa Carli, sempre con le musiche originali di Tafani; un viaggio cinematografico incentrato sulla scuola come emancipazione e sulla responsabilità civile.

    L’evento ha confermato quanto il messaggio del Priore sia ancora vivo e capace di parlare alle nuove generazioni, unendo felicemente memoria storica, musica e cinema.

    Il viaggio culturale non finisce qui. Per consultare le prossime tappe del tour musicale, è possibile visitare la pagina Facebook ufficiale dell’autrice Giovanna M. Carli.

  • musica e teatro per don milani

    Si è tenuta venerdì 12 dicembre al Teatro Cinema Giotto di Vicchio la proiezione pubblica del nuovo docufilm “DonMilani Domani. Tutto è possibile”, un’opera che unisce cinema, ricerca storica e musica originale in un racconto potente e attuale dedicato alla figura di don Lorenzo Milani e al suo messaggio educativo, oggi più vivo e necessario che mai, tema su cui si basa anche il libro dedicato.

    Prima dello spettacolo il sindaco Tagliaferri è intervenuto sottolineando con forza l’importanza di Don Lorenzo Milani per Vicchio, non solo come figura storica, ma come coscienza viva del territorio e della sua vocazione educativa, ed a seguire, il parroco don Maurizio Pieri ha richiamato l’attenzione sulla condizione dei giovani in crisi, evidenziando il bisogno urgente di ascolto, responsabilità e guida, nel solco dell’eredità milaniana.

    A precedere la proiezione del film le performance di Giovanni Tancredi Tafani, che ha rielaborando temi celebri come Schindler’s List, Imagine e Love Story, e di Giovanna M. Carli, che ha recitato un suo testo inedito, concepito come omaggio a Don Milani, offrendo al pubblico una riflessione intensa e non retorica sul valore dell’impegno, dell’educazione e della responsabilità morale.  A seguire la proiezione del docufilm con introduzione di Rosy Bindi.

  • Giovanna M. Carli e Don Milani: Un Legame Speciale

    Giovanna M. Carli e Don Milani: Un Legame Speciale

    Don Lorenzo Milani torna a Montespertoli: gli allievi e i testimoni nel nuovo libro di Giovanna M. Carli

    Giovedì 19 settembre alle ore 18, presso la Biblioteca Comunale Ernesto Balducci, si è tenuta la presentazione del volume “Don Milani Domani. Tutto è possibile”, scritto da Giovanna M. Carli, alla presenza di coloro che lo hanno frequentato, amato e conosciuto: i suoi allievi.

    Montespertoli, Biblioteca comunale “Ernesto Balducci”, Presentazione del libro di Giovanna M. Carli, foto di Stefano Vignozzi

    Giovedì 19 settembre 2024, alle ore 18:00, la Biblioteca Comunale Ernesto Balducci di Montespertoli ha ospitato la presentazione del libro “Don Milani Domani. Tutto è possibile”, scritto da Giovanna M. Carli e pubblicato da Masso delle Fate.

    Ha aperto la presentazione, di fronte a un pubblico numeroso e interessato, l’Assessora alla Cultura, Alessandra De Toffoli che ha introdotto il lavoro dell’autrice.

    “Ringrazio – ha dichiarato Carli – l’Amministrazione comunale, il sindacoAlessio Mugnaini, l’Assessora De Toffoli, la funzionaria alla cultura Daniela Brenci. Questo libro parte da Montespertoli e trae ispirazione dalle numerose conversazioni avvenute con il cavaliere Vieri Lascialfari sulla figura amatissima di un prete che ha saputo essere per i suoi allievi, non solo il maestro ma anche l’amico, il padre, il medico, il fratello, prendendosi cura di loro, poveri, in tutti i modi possibili grazie anche alle sue risorse economiche ma soprattutto al suo grande cuore.

    Porto la testimonianza di una persona scomoda – ha proseguito la storica – con il docufilm omonimo che ho realizzato con musiche originali di Giovanni Tancredi Tafani, insieme con gli allievi: Enzo Brunetti, Piero Cantini e Fiorella Tagliaferri e con i volontari della Fondazione don Lorenzo Milani, Ivana e Palmiro Sassetti e ogni volta il pubblico si commuove perché le parole sono vere e sincere e i racconti hanno il sapore dell’autenticità e non dell’interpretazione”.

    Gli interventi di studiosi e testimoni

    Il professor Gabriele Boccaccini, con collegamento da remoto dall’Università del Michigan ha poi posto l’accento sullo sfondo in cui, a Montespertoli, si è consumata la vicenda milaniana, un periodo di guerra e di deportazioni, dove la famiglia del Priore di Barbiana, la madre, Alice Weiss era ebrea, hanno rischiato la vita.

    Il Cavaliere Giulio Cesare Bucci, Governatore della Misericordia montespertolese, ha raccontato di aver conosciuto don Milani e di averne apprezzato la carità cristiana. Le testimonianze del volontario della Fondazione don Lorenzo Milani, Palmiro Sassetti, hanno emozionato: “Luciano per andare a scuola rischiò la vita…”., mentre Enzo Brunetti, Piero Cantini e Fiorella Tagliaferri, allievi di don Lorenzo Milani, hanno commosso ed emozionato raccontando la bontà, l’allegria e la ribellione di un uomo che si è fatto ultimo tra gli ultimi, per aiutarli e a cui loro devono tutto quello che oggi sono e che hanno imparato ad essere.

    Il progetto di Giovanna M. Carli, “Don Milani Domani” continua a regalare emozioni e a incontrare il pubblico toscano.

    Prossima tappa in Umbria, a Città di Castello, nel mese di novembre con la presentazione sia del docufilm che del libro.

    Galleria fotografica

    foto di Stefano Vignozzi

  • CERTOSA DI FIRENZE

    CERTOSA DI FIRENZE

    Il primo docu film, da un’idea di Giovanna M. Carli

    Un Luogo Infinito: La Certosa di Firenze

    Sabato 17 dicembre 2022 alle ore 17.00 presso la Certosa di Firenze avrà luogo la proiezione in prima assoluta del docufilm “Un Luogo Infinito. La Certosa di Firenze” di Media Soluzioni SNC e Giovanna M. Carli, con la partecipazione di Antonio Natali, voce narrante Sandro Lombardi e musiche originali di Maria Socci.

    La proiezione sarà preceduta dalla presentazione alle ore 15,00 dei lavori, che hanno portato al superamento delle barriere architettoniche con la realizzazione di un ascensore nella corte posta tra Palazzo Acciaioli e la chiesa di Santa Maria, al fine di consentire l’accessibilità al livello superiore del palazzo e del complesso monastico. Interverranno il Cardinale Giuseppe Betori (Arcivescovo di Firenze), Giovanni Salvia (Provveditore per il Provveditorato Interregionale alle
    OO.PP. Toscana-Marche-Umbria), Antonella Ranaldi (Soprintendente per la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato), Don Carmelo Mezzasalma (Superiore della Comunità di San Leolino) e Valerio Tesi (oggi Soprintendente per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno) che segue da sempre i lavori per conto della Soprintendenza fiorentina.


    _________________________________

    Il docufilm “Un Luogo Infinito” prende spunto dall’idea di costruire la Certosa di Firenze come segno di immortalità da parte Niccolò Acciaioli, nato al Castello di Montegufoni di Montespertoli, ricco banchiere fiorentino del Trecento, Gran Siniscalco del Regno di Napoli e Viceré di Puglia.
    Il ricco e potente Acciaioli concepì annesso alla Certosa anche un “Palazzo agli Studi”, per studenti laici in teologia, diritto canonico e filosofia, edificio in cui ritirarsi una volta anziano, vera e propria eccezione rispetto alle altre Certose.
    Il racconto è consegnato alla fruizione del pubblico dalle parole di studiosi, uomini di fede e storici dell’arte, per la regia Luigi Dell’Elba, attraverso una narrazione appassionata, dove si susseguono, secondo un percorso temporale, le vite dei personaggi e le opere degli artisti che da qui sono passati, insieme a particolari inusuali e stanze “misteriose e segrete”, celate agli sguardi dei frequentatori abituali.
    Persone e personaggi, non solo uomini famosi, ma anche semplici monaci e persone comuni che la Certosa ha cambiato o aiutato a cambiare spiritualmente. 

    Un’unica donna, la sorella del fondatore, Lapa, di cui rimane, scolpita per sempre nel marmo, il ritratto nella lastra tombale vicina al padre e al nipote, a memento di una grandezza vissuta a fianco del fratello, di cui parla la storica dell’arte Giovanna M. Carli.
    Il docufilm è stato girato nei tre anni complessi della pandemia.

    Lavorare in Certosa è stato momento di grande raccoglimento e riflessione.
    Uno degli episodi narrati è quello del Pontormo che, durante la peste del 1522, si ritirò in “quel silenzio”, fonte di dialogo con se stesso e la propria creatività e dipinse cinque mirabili affreschi su “La Passione di Cristo”, conservati oggi nella Pinacoteca di Palazzo Acciaioli, di cui tratta lo storico dell’arte Antonio Natali.
    Lo storico Giovanni Leoncini parla dell’infinità dello spazio della Certosa e la sua chiusura verso il mondo esterno, che hanno fortemente contribuito a plasmare le persone che vi hanno vissuto.
    La Certosa, però, divenne da subito, ed è rimasta nei secoli, un luogo “Infinito” che favorisce e seconda la condizione di oblio e di ricercato isolamento dell’uomo, come sottolinea il monaco Guidalberto Bormolini: il momento essenziale della vita spirituale è la cella dove il monaco prega,medita e lavora manualmente, e mangia.
    Sulla dieta “certosina” è Donatella Lippi, storica della medicina e bioetica dell’Università degli Studi di Firenze, a svelare molte curiosità e notizie interessanti.


    Il racconto prosegue e giunge al XVIII secolo. Papa Pio VI e papa Pio VII, “prigionieri” di Napoleone furono costretti a trasferirsi in Francia, e si fermarono in Certosa rispettivamente nel 1798 e nel 1809. Del periodo napoleonico riferisce Carmelo Mezzasalma, scrittore e Superiore della Comunità di San Leolino.
    La Certosa fu fonte di ispirazione anche per il giovane Le Corbusier che, dopo averla visitata scrisse ai genitori e al suo maestro Charles di aver trovato la soluzione al problema della casa per gli operai, fondando il concetto abitativo sul modello monastico scoperto proprio alla Certosa del Galluzzo, come ricorda l’architetto Valerio Tesi.
    Le foto della guerra scorrono inesorabili e il tempo passa lasciando il velo di antiche vestigia nei colori e nelle forme delle stagioni, mentre la regia sceglie la lentezza per ottenere un effetto di tranquillità e di pace, interrotto da piccoli rumori come il rintocco di una campana che segna il cambio dell’ora, il crepitio della fiamma di una candela verso sera, quasi notte, il frinire delle cicale d’estate e poi il vento, ma anche la pioggia, la neve…Librarsi in alto grazie alle vedute aeree con quell’afflato verso il Divino mentre la musica, originale, composta per l’occasione da Maria Socci, arriva a toccare l’intensità emotiva armonizzando con le immagini che catturano l’occhio dello spettatore. Imprime ulteriore intensità la voce calda e discreta dell’attore Sandro Lombardi.
    Lo spettatore vedrà questo luogo divenire infiniti luoghi, inediti, cangianti nella luce e nella forma, colto durante il corso della giornata e nel corso delle stagioni, fino all’eternità.

    SCHEDA TECNICA
    Titolo: Un Luogo Infinito. La Certosa di Firenze, sogno di immortalità
    Da un’idea di Giovanna M. Carli
    Regia: Luigi M. dell’Elba
    Durata: 53’
    Produzione: Media Soluzioni SNC, Art&Craf, Giovanna M. Carli
    Distribuzione Italia: Berta Film SRL
    Sceneggiatura: Giovanna M. Carli e Alessio Venturini
    Voce narrante: Sandro Lombardi
    Voce Acciaioli – Vasari: Wolfango Tedeschi
    Attori: Maria Campori, Andrea Casini, Mario Cito, Teresa Cito, Nicola Magno
    Fotografa: Luigi dell’Elba
    Musiche Originali: Maria Socci
    Suono: Tokuhiko Katayama
    Montaggio: Stefano Murana
    Post-produzione audio: Flat Recording Studio
    Color Correction: Stefano Murana
    Foto di scena: Emma dell’Elba
    Consulenze e interventi:
    Guidalberto Bormolini, Giovanna M. Carli, Giovanni Leoncini, Donatella Lippi, Maria Maugeri,
    Carmelo Mezzasalma, Antonio Natali, Valerio Tesi, Stefano Murana
    In collaborazione con: Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Montespertoli,
    Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le
    province di Pistoia e Prato, Archivio di Stato di Firenze, Comunità di San Leolino, Archivio
    fotografico del Galluzzo di Lorenzo Scacciati, Associazione Napoleonica d’Italia, Castello di
    Montegufoni

  • Anniversari: da Raffaello Sanzio a Fellini, passando per Gianni Rodari

    Anniversari: da Raffaello Sanzio a Fellini, passando per Gianni Rodari

    Ci attendiamo grandi eventi nel 2020, alcuni dei quali sono già iniziati sul finire dello scorso anno.

    Giovanna M. Carli in visita alla mostra Fellini 100.
    L’autrice ha ideato la pagina FB Fellini 100

    Un esempio per tutti: La mostra itinerante “FELLINI 100 – GENIO IMMORTALE”, è stata inaugurata il 14 dicembre scorso.

     

    Imperniata attorno a tre nuclei di contenuti dove il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni ’20-‘30 per passare poi al dopoguerra, per finire agli anni ’80 attraverso l’immaginario dei film di Fellini; il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no; mentre il terzo e ultimo parla e presenta il progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini. La mostra è ubicata a Rimini, al Castel Sismondo, dopo il 15 marzo sarà visitabile a Roma, a Palazzo Venezia (aprile 2020) per poi spostarsi all’estero.

    Tra i grandi anniversari del 2020 ricordo i 500 anni dalla morte di Raffaello, a cui passa l’ideale testimone Leonardo da Vinci (visitate le mie pagine facebook ideate e create per l’occasione, di supporto alla comunicazione di questi grandi eventi: Leonardo500, Leonardo da Vinci 500, Raffaello 500 e Raffaello Sanzio 500).

    Anche per Raffaello Sanzio, nel 2020 vengono inaugurate le celebrazioni mondiali a 500 anni dalla sua scomparsa – avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 a 37 anni. Già lo scorso anno dal 3 ottobre 2019, nella città natale dell’artista, è stata aperta al pubblico il 3 ottobre la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino”, a cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg. Direzione di Peter Aufreiter, visitabile fino al 19 gennaio 2020.

    In questo neonato anno sono sicuramente le Scuderie del Quirinale a celebrare Raffaello Sanzio con una mostra monografica di duecento opere tra dipinti, disegni e opere di confronto, con 100 capolavori del maestro provenienti dagli Uffizi e da altri musei: inaugurazione prevista per il 3 marzo 2020.

    La mostra molto attesa si intitola “Raffaello” ed è l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale istituito dal ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci.


    Realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro al fine di tracciare un filo ideale tra Roma e Firenze, infatti agli Uffizi rimarranno ammirabili i ritratti di Agnolo e Maddalena Doni, nel senso che non si sposteranno a Roma, un vero e proprio ponte ideale tra le due città d’arte.

    A Roma, invece, saranno in mostra altri celebri quadri: la “Madonna del Granduca” delle Gallerie degli Uffizi, la “Santa Cecilia” dalla Pinacoteca di Bologna, la “Madonna Alba” dalla National Gallery di Washington, il “Ritratto di Baldassarre Castiglione” e l’”Autoritratto con amico” dal Louvre, la “Madonna della Rosa” dal Prado e la celebre “Velata” di nuovo dagli Uffizi. La mostra sarà visitabile fino al 2 giugno.

    Il 2020 e sarà il 20 gennaio, il giorno in cui, 100 anni fa, nasceva Federico Fellini, sarà l’anno di un altro grande del cinema e della televisione italiana: Alberto Sordi, nato a Roma, il 15 giugno 1920.

    Fra i più importanti attori del cinema italiano con circa 200 film, è considerato uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi che, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani, fu tra i massimi esponenti della romanità cinematografica.

    Non posso dimenticare Gianni Rodari nato Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre del 1920, anche di lui si celebra il centenario della nascita.

    Dal 1980 (anno della sua morte) sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari, ed esistono anche centinaia di parchi, circoli, biblioteche, ludoteche, strade, e scuole materne ed elementari intitolate a lui.

    Il “Parco Rodari” più importante si trova ad Omegna, suo paese natale, mentre a Roma gli è stata intitolata la biblioteca comunale del Municipio Roma VII a Tor Tre Teste.

    Si tratta del più celebre scrittore italiano per l’infanzia. La Grammatica della fantasia è un libro scritto da Gianni Rodari e pubblicato nel 1973, un resoconto dei suoi studi sulla letteratura fantastica, unico volume dello scrittore di Omegna che non è di pura narrativa ma è teorico. 

    “Quello che io sto facendo – scrive l’autore – è di ricercare le “costanti” dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell’invenzione, per renderne l’uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l’abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.”

    Mi piace allora pensare che sarà l’anno in cui sarà riscoperta la Grammatica della fantasia, una proposta concreta che intende rivendicare all’immaginazione lo spazio che deve avere nella vita di ciascuno, qui lo scrittore offre un efficace ed utile strumento “a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.” Anche per questo anniversario ho creato la pagina Gianni Rodari 100 per scambiarsi idee e progetti, chi vuole può iscriversi per partecipare a idee ed eventi.

    Un invito vero e proprio, rivolto a tutti a partecipare alle iniziative che nella pagina facebook che ho ideato saranno segnalate come degne di nota: Gianni Rodari 100 allora, per un VentiVenti dove la fantasia tornerà al potere o quanto meno a farci sognare.

    Ne abbiamo così tanto bisogno…

    giovannamcarliautrice@gmail.com

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    © Courtesy Archivio Giovanna M. Carli, giornalista, critica e storica dell’arte

    © Ph. Courtesy Wikipedia, Uffici stampa dedicati agli eventi

  • Ha fatto lei quest’orrore?

    Ha fatto lei quest’orrore?

    «Ha fatto lei questo orrore?»
    «No, è opera vostra.»
    Pablo Picasso, in risposta a una guardia tedesca in visita al suo studio.

    Se i canotti di Ai Weiwei non ci piacciono, confido che ci dispiaccia assai di più quello a cui si riferiscono. Ma a un primo sguardo si capisce a cosa alludono?

    Ma la domanda è: non se ne poteva proprio fare a meno? E perché è stata scelta come location la facciata di palazzo Strozzi?

    Questi gommoni ben lustri, dall’effetto cromatico non spiacevole, ma siamo sicuri ricordino le bagnarole dei migranti?

    Dov’è l’umanità? Dove l’espressività?

    Questa la dura critica di Francesco Bonami: “Lavori tirati a lucido, trasformati in oggetti di design, cancellando ogni traccia di quella umanità bistrattata dagli inefficienti politici cinesi della quale Ai Weiwei si fa paladino. Noi occidentali, con sensi di colpa e memorie sessantottine, all’esca di Ai Weiwei abbiamo abboccato subito. In Cina artisti e curatori lo vedono con sospetto, disagio e a volte disprezzo per il cinismo con il quale utilizza temi sociali e tragedie umane per far propaganda a se stesso”.

    https://www.left.it/…/ai-weiwei-perche-la-mostra-sui-migra…/

    #iostoconlartecontemporanea #larteparladioggi #larteperòarrivaaicuori

    Dall’altra parte c’è chi indica all’opera di Ai come un’occasione importante per guardarci dentro.

    https://www.left.it/…/ai-weiwei-perche-la-mostra-sui-migra…/

    E tutti noi, oggi, grazie anche a questo dibattito, lo faremo sicuramente di più.

    #guardaredentrodinoi #lartecomespecchiodellanima #occasionidipensiero

    Per l’immagine di palazzo Strozzi http://www.lastampa.it/…/i-gommoni-sgonfi-del-f…/pagina.html

    E Voi, cosa ne pensate? Vi piace la nuova facciata di Palazzo Strozzi?

    a8039b9857fe0a942e9f2902c8166d25-kavh-u1090771605059tuh-1024x576lastampa-it

  • Chi sono? Salve! Il mio nome è Giovanna M. Carli e sono un’autrice!

    Chi sono? Salve! Il mio nome è Giovanna M. Carli e sono un’autrice!

    Mi chiamo Giovanna Carli e sono nata a Pisa. Se cercate notizie su di me su internet trovate anche questa biografia: “Giovanna Maria Carli, storico dell’arte, critico e giornalista IMG_0186pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in Archivistica,Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato. Allieva di Antonio Paolucci ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, nonché numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth. Ha all’attivo numerosi saggi e monografie d’arte”. Questa è la mia bio risalente all’anno 2007.  Giovanna M. Carli…il secondo nome, M. cioè Maria, è una sorta di portafortuna ed è presente sul certificato di battesimo. Mi piace usarlo perché credo che il concetto di storia e di identità nonché di credo sia importante da mantenere e da tenere presente nel corso di una vita intera. (altro…)