Giovanna M. Carli

 “Veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine […] con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finí Michel Agnolo.” Giorgio Vasari
La statua del David è un po’ la storia di Michelangelo stesso, capace di tenere testa a papi e principi, pieno di contrasti indissolubili.
Michelangelo si muove tra perfezione e incompiutezza e non smette di suscitare critiche e ammirazione, proprio come il suo autore più amato: Dante Alighieri.
Da questo spirito caparbio prende le mosse anche il David. L’aspetto che più stupisce di quest’opera eroica e magnificente è uno: LA SFIDA.
Solo un visionario poteva decidere di continuare a lavorare quel gigantesco pezzo di marmo già malamente sbozzato da altri due scultori che avevano, poi, abbandonato il compito, definendo quel blocco di marmo IMPOSSIBILE DA SCOLPIRE.
Michelangelo non teme confronti: d’altro canto, per lui, la scultura è la forma d’arte somma, l’unica che non dà scampo e … non permette pentimenti.
Info:
Testo: adattamento dalla trasmissione sky Arte HD

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