Giovanna M. Carli

Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna

viale delle Belle Arti 131
fino al 27 gennaio 2013

“[…] Paul Klee dimostra di avere a disposizione tutti i gradi dell’astrazione: egli è il
maestro che maneggia la pittura nel modo più precoce e più ponderato.
Espressionismo, Cubismo, Astrattismo e Surrealismo, egli accoglie tutte le
forme figurative dell’arte moderna senza perdere alcunché della sua personalità.
Tutti sono stimoli al suo spirito per il giuoco creativo […]”.
Ludwig Grote, 1954

Composizione urbana con finestre gialle, 1919

Una mostra che mette al centro lo studio effettuato da Paul Klee attraverso i suoi molti viaggi, studio che ha influenzato da vicino la sua opera espressiva. Delle settantacinque opere previste, sono visibili solo quaranta e questo aspetto ha suscitato non poche polemiche. Il visitatore può, però, ripercorrere la finalità della mostra anche attraverso i dipinti di Kandisky, Moholy Nagy, Max Bill insieme con le opere di Albers, Licini, Soldati, Perilli, Novelli.

Paul Klee è venuto in Italia bene sei volte. La prima volta nel 1901 seguendo come filo conduttore
le riflessioni di Goethe e Burckhard, visitando Roma, Napoli e Firenze.
Klee ritorna nel nostro paese dapprima in Sicilia, nel 1924 (Mazzarò) e nel 1931, poi all’isola d’Elba (Costruzione portuale) nel 1926, a Viareggio nel 1930 e, infine, nel 1932 a Venezia. Durante questi viaggi visita anche Milano, Genova, Padova, Firenze, Ravenna, Pisa, l’amata Napoli e tutte le principali città siciliane. Ognuna di queste tappe gli ispira nuovi spunti di studio e in alcuni casi anche svolte stilistiche, come la fase pointilliste suggeritagli dalla visione dei mosaici bizantini di Ravenna (Croci e colonne, 1931).

Croci e colonne, 1931

Nei quattro decenni di attività artistica Klee ha così sviluppato quattro approcci differenti all’Italia. C’è la fase di studio dell’arte classica nei primi anni del Novecento, c’è il confronto con il futurismo negli anni Dieci, ci sono le vacanze durante gli anni Venti, quando il ruolo di insegnante al Bauhaus gli consente dei regolari viaggi all’estero, c’è infine la ricreazione nostalgica di quel Sud mediterraneo, che la sclerodermia insorta nel 1935 gli impedirà di raggiungere ancora una volta.

La fortuna critica dell’artista in Italia, che prende il via soprattutto dalla sua partecipazione alle Biennali di Venezia, e le tante suggestioni e derivazioni della sua opera riscontrabili in molti artisti italiani, fanno di Klee uno degli artisti più interessanti nello scambio poetico-culturale-formale europeo del Novecento.

Mazzarò, 1924, 218

Quattro le sezioni: I viaggi in Italia (1901 -1932) – Tra espressionismo e futurismo – La battaglia delle avanguardie la prima guerra mondiale. (1914 – 1923) – Gli anni della nostalgia. L’opera tarda, (1934 – 1940) – L’Italia e Klee. Klee e l’Italia.

La natura, la musica, l’architettura sono i punti che riassumono l’Italia vista con gli occhi di Klee per il quale la classicità è leit motiv irrinunciabile.

INFO

Mostra Paul Klee in Italia.
Sede Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Ingresso per disabili: via Gramsci 73
Orari di apertura martedì – domenica dalle 10.30 alle 19.30
(la biglietteria chiude alle 18.45)
Chiusura il lunedì
Informazioni tel. +39 06 32298221

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