Categoria: pittura

  • Come festeggiare i 50 anni? Ce lo insegna Luca Matti

    Carlo Frittelli, Giovanna M. Carli, Luca Matti, Firenze, novembre 2014

    In occasione dei primi cinquant’anni dell’artista Luca Matti, la Galleria Frittelli | Arte Contemporanea ha dedicato un momento molto inteso per festeggiamenti l’evento. Con piacere, su queste pagine, con molte foto e poche parole, mi piace ripercorrere la carriera di quest’uomo visionario ed eccentrico. Un cantore del disagio contemporaneo dell’uomo tra labirinti di teste ormai costruite in mezzo a troppo cemento e nuovi mondi dove la componente principale è la ruggine del ricordo. RUST!

    Luca Matti, nato a Firenze nel 1964, è pittore e scultore con la grande passione per l’animazione. Si occupa per lungo tempo di fumetto, illustrazione e grafica, collaborando con riviste e case editrici.

    Dal 1988 si dedica alla pittura e alla creazione di opere scultoree in camera d’aria sviluppando un personalissimo stile che lo colloca tra i giovani artisti di spicco della scena italiana.

    Dal ’94 il suo lavoro si concentra su tematiche legate al rapporto dell’uomo con la città, utilizzando esclusivamente due colori: il bianco e il nero.

    Con gli anni ha composto un’iconografia di oggetti e interni domestici, di panorami urbani e di figure a metà tra l’uomo e l’insetto.

    Nel suo lavoro non ci sono confini tra disegno, incisione, pittura, video animazione e scultura in camera d’aria. I vari linguaggi si condizionano e si contaminano tra loro, dando vita a un universo fatto di storie, suggestioni, sogni; una fiction in bianco e nero.

    Finora ho lavorato molto sul tema del movimento e della velocità. Adesso sono affascinato dallo spazio. Costruiamo in continuazione, diamo densità allo spazio che ci circonda rinchiudendolo in forme rigide. Mi sto dedicando molto alla rappresentazione di città fittissime fatte di parallelepipedi, nuove Babeli in estensione dove il paradosso è la densità della presenza che, portata al parossismo, diventa invece assenza. Dove la Città sterminata senza soluzione di continuità diventa deserto.”

    Nel 2011 vince il Primo Premio “Settembre d’Arte” di La Spezia, con l’opera Nuovomondo 16,
    a seguito del quale l’anno successivo gli viene dedicata una mostra dal titolo Luca Matti. Nuovimondi.

    Nuovimondi è l’evoluzione naturale di un lavoro che Luca Matti ha sviluppato fin dall’inizio della sua carriera di artista, documentando con pervicace e acuto senso dell’ironia l’aspetto drammatico di una società nella quale ha prevalso il concetto di arricchimento attraverso la cementificazione dei nostri pensieri (vedi uomini con in testa i palazzi) e delle nostre terre, riducendo sempre di più gli spazi destinati all’ossigenazione dell’ambiente indispensabile alla vita.

    Oggi le compagnie petrolifere, gestite da potenti organizzazioni, si stanno adoperando nella ricerca più affannosa e distruttiva di questi ultimi cento anni perforando terre e mari, dividendo i Continenti e producendo un insensato inquinamento.

     In Nuovimondi l’artista usa il bitume, ricavato dal petrolio, per puntare il dito su ciò che potrebbe rappresentare l’estrema fine del mondo.

    I suoi quadri, sculture e animazioni sono visibili sul sito http://www.lucamatti.it

    Ph.Gallery  by Giovanna M. Carli, 2014

    ph. by Massimo Chilleri, novembre 2014

  • PAUL KLEE E L’ITALIA

    Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna

    viale delle Belle Arti 131
    fino al 27 gennaio 2013

    “[…] Paul Klee dimostra di avere a disposizione tutti i gradi dell’astrazione: egli è il
    maestro che maneggia la pittura nel modo più precoce e più ponderato.
    Espressionismo, Cubismo, Astrattismo e Surrealismo, egli accoglie tutte le
    forme figurative dell’arte moderna senza perdere alcunché della sua personalità.
    Tutti sono stimoli al suo spirito per il giuoco creativo […]”.
    Ludwig Grote, 1954

    Composizione urbana con finestre gialle, 1919

    Una mostra che mette al centro lo studio effettuato da Paul Klee attraverso i suoi molti viaggi, studio che ha influenzato da vicino la sua opera espressiva. Delle settantacinque opere previste, sono visibili solo quaranta e questo aspetto ha suscitato non poche polemiche. Il visitatore può, però, ripercorrere la finalità della mostra anche attraverso i dipinti di Kandisky, Moholy Nagy, Max Bill insieme con le opere di Albers, Licini, Soldati, Perilli, Novelli.

    Paul Klee è venuto in Italia bene sei volte. La prima volta nel 1901 seguendo come filo conduttore
    le riflessioni di Goethe e Burckhard, visitando Roma, Napoli e Firenze.
    Klee ritorna nel nostro paese dapprima in Sicilia, nel 1924 (Mazzarò) e nel 1931, poi all’isola d’Elba (Costruzione portuale) nel 1926, a Viareggio nel 1930 e, infine, nel 1932 a Venezia. Durante questi viaggi visita anche Milano, Genova, Padova, Firenze, Ravenna, Pisa, l’amata Napoli e tutte le principali città siciliane. Ognuna di queste tappe gli ispira nuovi spunti di studio e in alcuni casi anche svolte stilistiche, come la fase pointilliste suggeritagli dalla visione dei mosaici bizantini di Ravenna (Croci e colonne, 1931).

    Croci e colonne, 1931

    Nei quattro decenni di attività artistica Klee ha così sviluppato quattro approcci differenti all’Italia. C’è la fase di studio dell’arte classica nei primi anni del Novecento, c’è il confronto con il futurismo negli anni Dieci, ci sono le vacanze durante gli anni Venti, quando il ruolo di insegnante al Bauhaus gli consente dei regolari viaggi all’estero, c’è infine la ricreazione nostalgica di quel Sud mediterraneo, che la sclerodermia insorta nel 1935 gli impedirà di raggiungere ancora una volta.

    La fortuna critica dell’artista in Italia, che prende il via soprattutto dalla sua partecipazione alle Biennali di Venezia, e le tante suggestioni e derivazioni della sua opera riscontrabili in molti artisti italiani, fanno di Klee uno degli artisti più interessanti nello scambio poetico-culturale-formale europeo del Novecento.

    Mazzarò, 1924, 218

    Quattro le sezioni: I viaggi in Italia (1901 -1932) – Tra espressionismo e futurismo – La battaglia delle avanguardie la prima guerra mondiale. (1914 – 1923) – Gli anni della nostalgia. L’opera tarda, (1934 – 1940) – L’Italia e Klee. Klee e l’Italia.

    La natura, la musica, l’architettura sono i punti che riassumono l’Italia vista con gli occhi di Klee per il quale la classicità è leit motiv irrinunciabile.

    INFO

    Mostra Paul Klee in Italia.
    Sede Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
    Viale delle Belle Arti 131, Roma

    Ingresso per disabili: via Gramsci 73
    Orari di apertura martedì – domenica dalle 10.30 alle 19.30
    (la biglietteria chiude alle 18.45)
    Chiusura il lunedì
    Informazioni tel. +39 06 32298221