Tag: Giovanna M. Carli

  • Villa il Palagio si riempie di musica e cinema

    Villa il Palagio si riempie di musica e cinema

    Grande successo per la serata “Don Milani Domani” con il provveditore Biancalani, don Bigalli e i volontari della Fondazione.

    L’esortazione: «Fiducia nei giovani per un futuro migliore»

    CAMPI BISENZIO (FI) – Si è concluso con uno straordinario successo di pubblico l’evento speciale dedicato alla figura e all’eredità di Don Lorenzo Milani, svoltosi ieri sera, sabato 12 settembre 2026, nella suggestiva cornice dell’Arena Estiva al Palagio di Campi Bisenzio.

    L’iniziativa, a ingresso libero, è stata curata dal Circolo MCL don Renzo Paoli e si è inserita nell’ambito dei festeggiamenti per il 480° anniversario della fondazione della Confraternita di Misericordia di Campi Bisenzio.

    La serata è stata presentata e guidata dal provveditore Cristiano Biancalani, il quale ha introdotto l’evento e ha dato vita a un profondo dialogo sui temi della pace e della solidarietà con don Andrea Bigalli.

    Nel suo atteso intervento, don Bigalli ha offerto una chiave di lettura sull’attualità dell’esperienza milaniana, esortando calorosamente il folto pubblico presente ad avere fiducia nei giovani per un futuro migliore, con un forte riferimento al lavoro di Giovanna M. Carli: un Don Milani che guarda, appunto, al domani.

    Tra la numerosa platea si è notata la prestigiosa presenza di alcuni storici allievi del Priore e di Ivana e Palmiro Sassetti, volontari della Fondazione Don Lorenzo Milani, che hanno testimoniato il legame indissolubile con Barbiana.

    Il cuore artistico della serata ha visto fluttuare parole, note e immagini. Prima con il reading musicale “Don Milani Domani. Tutto è possibile” di e con Giovanna M. Carli, impreziosito dal commento sonoro dal vivo del giovane compositore e sassofonista Giovanni Tancredi Tafani.

    Successivamente, l’emozione è passata sullo schermo con la proiezione dell’omonimo docufilm prodotto e diretto dalla stessa Carli, sempre con le musiche originali di Tafani; un viaggio cinematografico incentrato sulla scuola come emancipazione e sulla responsabilità civile.

    L’evento ha confermato quanto il messaggio del Priore sia ancora vivo e capace di parlare alle nuove generazioni, unendo felicemente memoria storica, musica e cinema.

    Il viaggio culturale non finisce qui. Per consultare le prossime tappe del tour musicale, è possibile visitare la pagina Facebook ufficiale dell’autrice Giovanna M. Carli.

  • musica e teatro per don milani

    Si è tenuta venerdì 12 dicembre al Teatro Cinema Giotto di Vicchio la proiezione pubblica del nuovo docufilm “DonMilani Domani. Tutto è possibile”, un’opera che unisce cinema, ricerca storica e musica originale in un racconto potente e attuale dedicato alla figura di don Lorenzo Milani e al suo messaggio educativo, oggi più vivo e necessario che mai, tema su cui si basa anche il libro dedicato.

    Prima dello spettacolo il sindaco Tagliaferri è intervenuto sottolineando con forza l’importanza di Don Lorenzo Milani per Vicchio, non solo come figura storica, ma come coscienza viva del territorio e della sua vocazione educativa, ed a seguire, il parroco don Maurizio Pieri ha richiamato l’attenzione sulla condizione dei giovani in crisi, evidenziando il bisogno urgente di ascolto, responsabilità e guida, nel solco dell’eredità milaniana.

    A precedere la proiezione del film le performance di Giovanni Tancredi Tafani, che ha rielaborando temi celebri come Schindler’s List, Imagine e Love Story, e di Giovanna M. Carli, che ha recitato un suo testo inedito, concepito come omaggio a Don Milani, offrendo al pubblico una riflessione intensa e non retorica sul valore dell’impegno, dell’educazione e della responsabilità morale.  A seguire la proiezione del docufilm con introduzione di Rosy Bindi.

  • Giovanna M. Carli e Don Milani: Un Legame Speciale

    Giovanna M. Carli e Don Milani: Un Legame Speciale

    Don Lorenzo Milani torna a Montespertoli: gli allievi e i testimoni nel nuovo libro di Giovanna M. Carli

    Giovedì 19 settembre alle ore 18, presso la Biblioteca Comunale Ernesto Balducci, si è tenuta la presentazione del volume “Don Milani Domani. Tutto è possibile”, scritto da Giovanna M. Carli, alla presenza di coloro che lo hanno frequentato, amato e conosciuto: i suoi allievi.

    Montespertoli, Biblioteca comunale “Ernesto Balducci”, Presentazione del libro di Giovanna M. Carli, foto di Stefano Vignozzi

    Giovedì 19 settembre 2024, alle ore 18:00, la Biblioteca Comunale Ernesto Balducci di Montespertoli ha ospitato la presentazione del libro “Don Milani Domani. Tutto è possibile”, scritto da Giovanna M. Carli e pubblicato da Masso delle Fate.

    Ha aperto la presentazione, di fronte a un pubblico numeroso e interessato, l’Assessora alla Cultura, Alessandra De Toffoli che ha introdotto il lavoro dell’autrice.

    “Ringrazio – ha dichiarato Carli – l’Amministrazione comunale, il sindacoAlessio Mugnaini, l’Assessora De Toffoli, la funzionaria alla cultura Daniela Brenci. Questo libro parte da Montespertoli e trae ispirazione dalle numerose conversazioni avvenute con il cavaliere Vieri Lascialfari sulla figura amatissima di un prete che ha saputo essere per i suoi allievi, non solo il maestro ma anche l’amico, il padre, il medico, il fratello, prendendosi cura di loro, poveri, in tutti i modi possibili grazie anche alle sue risorse economiche ma soprattutto al suo grande cuore.

    Porto la testimonianza di una persona scomoda – ha proseguito la storica – con il docufilm omonimo che ho realizzato con musiche originali di Giovanni Tancredi Tafani, insieme con gli allievi: Enzo Brunetti, Piero Cantini e Fiorella Tagliaferri e con i volontari della Fondazione don Lorenzo Milani, Ivana e Palmiro Sassetti e ogni volta il pubblico si commuove perché le parole sono vere e sincere e i racconti hanno il sapore dell’autenticità e non dell’interpretazione”.

    Gli interventi di studiosi e testimoni

    Il professor Gabriele Boccaccini, con collegamento da remoto dall’Università del Michigan ha poi posto l’accento sullo sfondo in cui, a Montespertoli, si è consumata la vicenda milaniana, un periodo di guerra e di deportazioni, dove la famiglia del Priore di Barbiana, la madre, Alice Weiss era ebrea, hanno rischiato la vita.

    Il Cavaliere Giulio Cesare Bucci, Governatore della Misericordia montespertolese, ha raccontato di aver conosciuto don Milani e di averne apprezzato la carità cristiana. Le testimonianze del volontario della Fondazione don Lorenzo Milani, Palmiro Sassetti, hanno emozionato: “Luciano per andare a scuola rischiò la vita…”., mentre Enzo Brunetti, Piero Cantini e Fiorella Tagliaferri, allievi di don Lorenzo Milani, hanno commosso ed emozionato raccontando la bontà, l’allegria e la ribellione di un uomo che si è fatto ultimo tra gli ultimi, per aiutarli e a cui loro devono tutto quello che oggi sono e che hanno imparato ad essere.

    Il progetto di Giovanna M. Carli, “Don Milani Domani” continua a regalare emozioni e a incontrare il pubblico toscano.

    Prossima tappa in Umbria, a Città di Castello, nel mese di novembre con la presentazione sia del docufilm che del libro.

    Galleria fotografica

    foto di Stefano Vignozzi

  • I CARE a Castellina in chianti

    I CARE a Castellina in chianti

    Sabato 9 marzo proiezione del docufilm ‘Don Milani Domani’ di Giovanna M. Carli con musiche originali di Giovanni Tancredi Tafani, con ingresso gratuito


    Sabato 9 e domenica 10 marzo visite guidate del Museo Archivio Bianciardi dalle 15 alle 18

    I CARE: weekend culturale a Castellina in Chianti per la Festa della Toscana, fra il ricordo di Don Milani e le visite al Museo Archivio Bianciardi

    Castellina in Chianti. Un weekend speciale alla scoperta del Museo Archivio Bianciardi (MAB) e all’insegna della promozione culturale. È quello che si svolgerà a Castellina in Chianti sabato 9 e domenica 10 marzo, nell’ambito della Festa della Toscana, con la proiezione del docufilm ‘Don Milani Domani. Tutto è possibile’ di Giovanna M. Carli con musiche originali del giovane compositore Giovanni Tancredi Tafani  e le visite guidate gratuite al MAB a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Bianciardi. 

    L’evento, intitolato ‘I Care’ e ideato e curato da Giovanna Maria Carli, è promosso dall’associazione Amici di Palazzo Bianciardi, in compartecipazione con il Consiglio regionale della Toscana e con il patrocinio del Comune di Castellina in Chianti. Il Museo Archivio Bianciardi, diretto da Gaia Bastreghi Bianciardi, è stato inaugurato nel 2021 e ha sede in via delle Volte 36 a Castellina in Chianti.

    Il programma di ‘I Care’. Sabato 9 e domenica 10 marzo si svolgeranno le visite guidate gratuite del MAB, su prenotazione fino a un massimo di dieci persone. I gruppi si alterneranno ogni ora dalle 15 alle 18. 

    Per informazioni e prenotazioni, è possibile chiamare il numero 377-5705985 oppure scrivere a info@mab-it.org

    Sabato 9 marzo, alle ore 21, inoltre, il Cinema Italia di Castellina in Chianti ospiterà la proiezione a ingresso gratuito del docufilm “I Care, Don Milani Domani”, saranno presenti l’autore delle musiche, la regista e l’allievo del priore di Barbiana Piero Cantini, rivolta alle nuove generazioni per trasmettere i valori umani a cento anni dalla nascita del sacerdote che fu voce potente contro le disuguaglianze sociali e culturali. 

    Per prenotarsi alla proiezione cliccare su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-i-care-don-milani-domani-tutto-e-possibile-italia-2023-54-822423048477, oppure inviare un messaggio whatsapp al numero  338-3599065 o inviare una email a  lia.pardi.press@gmail.com.

  • CERTOSA DI FIRENZE

    CERTOSA DI FIRENZE

    Il primo docu film, da un’idea di Giovanna M. Carli

    Un Luogo Infinito: La Certosa di Firenze

    Sabato 17 dicembre 2022 alle ore 17.00 presso la Certosa di Firenze avrà luogo la proiezione in prima assoluta del docufilm “Un Luogo Infinito. La Certosa di Firenze” di Media Soluzioni SNC e Giovanna M. Carli, con la partecipazione di Antonio Natali, voce narrante Sandro Lombardi e musiche originali di Maria Socci.

    La proiezione sarà preceduta dalla presentazione alle ore 15,00 dei lavori, che hanno portato al superamento delle barriere architettoniche con la realizzazione di un ascensore nella corte posta tra Palazzo Acciaioli e la chiesa di Santa Maria, al fine di consentire l’accessibilità al livello superiore del palazzo e del complesso monastico. Interverranno il Cardinale Giuseppe Betori (Arcivescovo di Firenze), Giovanni Salvia (Provveditore per il Provveditorato Interregionale alle
    OO.PP. Toscana-Marche-Umbria), Antonella Ranaldi (Soprintendente per la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato), Don Carmelo Mezzasalma (Superiore della Comunità di San Leolino) e Valerio Tesi (oggi Soprintendente per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno) che segue da sempre i lavori per conto della Soprintendenza fiorentina.


    _________________________________

    Il docufilm “Un Luogo Infinito” prende spunto dall’idea di costruire la Certosa di Firenze come segno di immortalità da parte Niccolò Acciaioli, nato al Castello di Montegufoni di Montespertoli, ricco banchiere fiorentino del Trecento, Gran Siniscalco del Regno di Napoli e Viceré di Puglia.
    Il ricco e potente Acciaioli concepì annesso alla Certosa anche un “Palazzo agli Studi”, per studenti laici in teologia, diritto canonico e filosofia, edificio in cui ritirarsi una volta anziano, vera e propria eccezione rispetto alle altre Certose.
    Il racconto è consegnato alla fruizione del pubblico dalle parole di studiosi, uomini di fede e storici dell’arte, per la regia Luigi Dell’Elba, attraverso una narrazione appassionata, dove si susseguono, secondo un percorso temporale, le vite dei personaggi e le opere degli artisti che da qui sono passati, insieme a particolari inusuali e stanze “misteriose e segrete”, celate agli sguardi dei frequentatori abituali.
    Persone e personaggi, non solo uomini famosi, ma anche semplici monaci e persone comuni che la Certosa ha cambiato o aiutato a cambiare spiritualmente. 

    Un’unica donna, la sorella del fondatore, Lapa, di cui rimane, scolpita per sempre nel marmo, il ritratto nella lastra tombale vicina al padre e al nipote, a memento di una grandezza vissuta a fianco del fratello, di cui parla la storica dell’arte Giovanna M. Carli.
    Il docufilm è stato girato nei tre anni complessi della pandemia.

    Lavorare in Certosa è stato momento di grande raccoglimento e riflessione.
    Uno degli episodi narrati è quello del Pontormo che, durante la peste del 1522, si ritirò in “quel silenzio”, fonte di dialogo con se stesso e la propria creatività e dipinse cinque mirabili affreschi su “La Passione di Cristo”, conservati oggi nella Pinacoteca di Palazzo Acciaioli, di cui tratta lo storico dell’arte Antonio Natali.
    Lo storico Giovanni Leoncini parla dell’infinità dello spazio della Certosa e la sua chiusura verso il mondo esterno, che hanno fortemente contribuito a plasmare le persone che vi hanno vissuto.
    La Certosa, però, divenne da subito, ed è rimasta nei secoli, un luogo “Infinito” che favorisce e seconda la condizione di oblio e di ricercato isolamento dell’uomo, come sottolinea il monaco Guidalberto Bormolini: il momento essenziale della vita spirituale è la cella dove il monaco prega,medita e lavora manualmente, e mangia.
    Sulla dieta “certosina” è Donatella Lippi, storica della medicina e bioetica dell’Università degli Studi di Firenze, a svelare molte curiosità e notizie interessanti.


    Il racconto prosegue e giunge al XVIII secolo. Papa Pio VI e papa Pio VII, “prigionieri” di Napoleone furono costretti a trasferirsi in Francia, e si fermarono in Certosa rispettivamente nel 1798 e nel 1809. Del periodo napoleonico riferisce Carmelo Mezzasalma, scrittore e Superiore della Comunità di San Leolino.
    La Certosa fu fonte di ispirazione anche per il giovane Le Corbusier che, dopo averla visitata scrisse ai genitori e al suo maestro Charles di aver trovato la soluzione al problema della casa per gli operai, fondando il concetto abitativo sul modello monastico scoperto proprio alla Certosa del Galluzzo, come ricorda l’architetto Valerio Tesi.
    Le foto della guerra scorrono inesorabili e il tempo passa lasciando il velo di antiche vestigia nei colori e nelle forme delle stagioni, mentre la regia sceglie la lentezza per ottenere un effetto di tranquillità e di pace, interrotto da piccoli rumori come il rintocco di una campana che segna il cambio dell’ora, il crepitio della fiamma di una candela verso sera, quasi notte, il frinire delle cicale d’estate e poi il vento, ma anche la pioggia, la neve…Librarsi in alto grazie alle vedute aeree con quell’afflato verso il Divino mentre la musica, originale, composta per l’occasione da Maria Socci, arriva a toccare l’intensità emotiva armonizzando con le immagini che catturano l’occhio dello spettatore. Imprime ulteriore intensità la voce calda e discreta dell’attore Sandro Lombardi.
    Lo spettatore vedrà questo luogo divenire infiniti luoghi, inediti, cangianti nella luce e nella forma, colto durante il corso della giornata e nel corso delle stagioni, fino all’eternità.

    SCHEDA TECNICA
    Titolo: Un Luogo Infinito. La Certosa di Firenze, sogno di immortalità
    Da un’idea di Giovanna M. Carli
    Regia: Luigi M. dell’Elba
    Durata: 53’
    Produzione: Media Soluzioni SNC, Art&Craf, Giovanna M. Carli
    Distribuzione Italia: Berta Film SRL
    Sceneggiatura: Giovanna M. Carli e Alessio Venturini
    Voce narrante: Sandro Lombardi
    Voce Acciaioli – Vasari: Wolfango Tedeschi
    Attori: Maria Campori, Andrea Casini, Mario Cito, Teresa Cito, Nicola Magno
    Fotografa: Luigi dell’Elba
    Musiche Originali: Maria Socci
    Suono: Tokuhiko Katayama
    Montaggio: Stefano Murana
    Post-produzione audio: Flat Recording Studio
    Color Correction: Stefano Murana
    Foto di scena: Emma dell’Elba
    Consulenze e interventi:
    Guidalberto Bormolini, Giovanna M. Carli, Giovanni Leoncini, Donatella Lippi, Maria Maugeri,
    Carmelo Mezzasalma, Antonio Natali, Valerio Tesi, Stefano Murana
    In collaborazione con: Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Montespertoli,
    Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le
    province di Pistoia e Prato, Archivio di Stato di Firenze, Comunità di San Leolino, Archivio
    fotografico del Galluzzo di Lorenzo Scacciati, Associazione Napoleonica d’Italia, Castello di
    Montegufoni

  • Le parole dell’amore. Ritratti di donne

    Le parole dell’amore. Ritratti di donne

    San Casciano in Val di Pesa, Firenze – Festa della Toscana 2021

    Biblioteca Comunale, sabato 7 maggio 2022, ore 18

    San Casciano in Val di Pesa, Firenze – La conferenza performance ideata e curata da Giovanna M. Carli per esprimere con forza il no ai linguaggi d’odio, in occasione della Festa della Toscana 2021, sarà presentata sabato 7 maggio 2022 alle ore 18.
    L’evento, organizzato dalla Biblioteca comunale di San Casciano in Val di Pesa, in compartecipazione con il Consiglio regionale della Toscana consta della presenza straordinaria dell’attrice e drammaturga Tiziana Giuliani che ne ha curato la scrittura drammaturgica.


    Il primo ritratto di donna è affidato a Maura Masini, assessora alla Cultura del Comune sancascianese, che interesserà il pubblico con un cameo dedicato all’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici (1677-1743) in cui ribadirà l’importanza dell’amministratrice, ultima discendente del suo casato, che con un atto coraggioso (Il Patto di famiglia) ha lasciato a tutti noi la possibilità di ammirare il patrimonio storico artistico che altrimenti sarebbe andato disperso.


    Giovanna M. Carli, insieme alle giovani del Teatro dei Passi (Martina Ricci, Martina Ciani, Giorgia Frosecchi) dirette da Tiziana Giuliani, ricorderà poi Plautilla Nelli (Polissena Margherita de’ Nelli), la prima artista donna a Firenze, nata nel 1524 e morta nel 1588, che prese i voti quattordicenne.


    Si passerà poi, come in una macchina del tempo fantastica, all’Ottocento, per conoscere la straordinaria figura di Florence Nightingale a cui la curatrice dell’evento ha dedicato un ebook nel 2020, in occasione dei duecento anni dalla nascita della fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna.


    Un no all’odio che scatena aggressioni e guerre giunge con forza dal ritratto di Margherita Hack, Cittadinanza Onoraria del Comune di San Casciano in Val di Pesa (8 agosto 2009) “Cerchiamo di vivere in pace…rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.”
    Il flauto traverso di Agata Smeralda Petrognani, accompagnerà l’intero evento.


    Chiude la serie di ritratti al femminile l’omaggio alla poetessa Cristina Campo, fiorentina d’adozione, scomparsa nel 1977, dopo aver cesellato parola dopo parola la vita, l’amore. A questa donna voce tra le più alte della poesia del Novecento, il Comune ha dedicato Largo Cristina Campo, situato all’altezza del parcheggio posto al termine di viale Garibaldi, lo scorso 5 giugno.


    Ritratti di donne, dunque, che hanno speso la vita per scrivere, e vivere, parole di Pace.

    Tiziana Giuliani e Giovanna M. Carli in pausa, durante le prove

    Le parole dell’amore, Ritratti di donne
    Ideazione e cura di Giovanna M. Carli
    Evento in compartecipazione con il Consiglio regionale della Toscana per la Festa della Toscana 2021

    Scrittura drammaturgica e interpretazione di Tiziana Giuliani
    Al flauto Agata Smeralda Petrognani
    Introduzione dell’Assessore alla Cultura, Maura Masini

    Biblioteca Comunale, via Roma 37, San Casciano in Val di Pesa (Firenze)
    Sabato 7 maggio
    Ore 18:00
    Ingresso gratuito, è gradita la prenotazione: 055 82 56 380
    biblioteca@comune.san-casciano-val-di-pesa.fi.it

  • La Pietà di Michelangelo risplende di vita dopo il restauro iniziato nel 2019

    La Pietà di Michelangelo risplende di vita dopo il restauro iniziato nel 2019

    La Pietà Bandini ora palpita

    “Ciò che più mi strugge è che finalmente ora si possono vedere i diversi strati di lavorazione del marmo. Dopo la pulitura quella vibratilità si percepisce e a dispetto dell’essere pietra è un marmo che palpita”, durante la conferenza stampa (venerdì 24 settembre 2021) così ha osservato Antonio Natali, dal giugno del 2006 al novembre del 2015 è stato direttore della Galleria degli Uffizi, dove ha lavorato dal 1981 al 2016 ed è senza dubbio alcuno un’autorità indiscussa negli studi dell’arte del ‘400 e ‘500 fiorentini.
    Antonio Natali durante l’intervista

    Il professor Natali è il coordinatore scientifico del restauro insieme a Vincenzo Vaccaro e consigliere dell’Opera.
    I biografi più antichi concordano nel tramandare che Michelangelo avesse cominciato il marmo poco prima del 1550 e quindi quando aveva settantacinque anni, con l’intenzione di collocarlo sopra l’altare di una chiesa ai piedi del quale voleva essere sepolto.

    Il marmo, e il restauro iniziato nel 2019 lo conferma, è un blocco del peso di circa 2700 Kg corrispondente a un metro cubo di marmo di Seravezza, “duro e difettoso”, così lo descrive Giorgio Vasari, uno dei biografi di Michelangelo, insieme a Ascanio Condivi, che per le sue impurezze (pirite) “faceva fare fuoco” a ogni colpo di scalpello.

    Michelangelo si dedicò dal 1518 al 1520 all’impresa ordinata da Giovanni de’ Medici volta a utilizzare i marmi estratti nei monti di Seravezza per la facciata della chiesa di San Lorenzo a Firenze e a realizzare la strada dalle cave al mare. La costruzione della strada poi subì continui rallentamenti e quando finalmente i primi marmi giunsero a Firenze, nel 1521, il progetto della facciata ormai era stato abbandonato. Ma rimane un mistero come mai Michelangelo possedesse questo enorme blocco di marmo di Seravezza tra il 1547 e il 1555 quando cioè scolpisce la Pietà.
    E sempre i due biografi danno notizia che l’artista preso dallo sconforto per la difficoltà di lavorazione e la resa non ottimale di questo marmo difettoso staccasse le braccia sinistre di Cristo e della Vergine, l’avambraccio destro di Cristo e il braccio destro della Maddalena, la gamba sinistra di Gesù.

    L’intervento di Monsignor Timothy Verdon, direttore artistico del Museo dell’Opera del Duomo e Canonico della Cattedrale

    Nel 2006 Wasserman ha però chiarito che non si è trattata di una distruzione volontaria ma del tentativo da parte del Buonarroti di cambiare le pose delle figure. Da lì a poco il gruppo scultoreo composto di quattro figure tra cui l’anziano Nicodemo a cui l’artista ha dato il suo volto, subirà vari passaggi di proprietà, regalata dal Buonarroti al servitore Antonio, fino a giungere nel 1671 a Cosimo III Medici, che l’acquistò e tre anni più tardi giunse a Firenze via mare e poi lungo l’Arno e nel 1981 al Museo dell’Opera del Duomo dove fino al 2013 è stata esposta nel locale aperto del mezzanino dell’antica scalinata.

    La Pietà Bandini ora palpita. Nel recente allestimento è stata montata su un podio che rievoca l’altare su cui l’artista aveva pensato di collocarla con l’intento di realizzare un cantiere di restauro “aperto” dove i visitatori del Museo dell’Opera del Duomo hanno potuto vedere il restauro e dove anche per i prossimi 6 mesi, dal 25 settembre 2021 al 30 marzo 2022, il pubblico potrà vedere la Pietà restaurata grazie a visite guidate.

    Il restauro è stato commissionato e diretto dall’Opera di Santa Maria del Fiore grazie alla donazione della Fondazione non profit Friends of Florence, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato ed è stato affidato alla restauratrice Paola Rosa con la collaborazione di Emanuela Peiretti.

    Antonio Natali e Giovanna M. Carli

    Giovanna M. Carli

    clicca e leggi: https://primafirenze.it/cultura/ripartito-il-restauro-della-pieta-di-michelangelo-video-e-foto/

  • Gli Uffizi e l’Amore

    Gli Uffizi e l’Amore

    AGLI UFFIZI GIORNATA DELL’AMORE: BIGLIETTI A META’ PREZZO PER LE COPPIE IL 2 FEBBRAIO

    Uffizi – Iniziativa speciale per ricordare le nozze tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, protagonisti del doppio ritratto di Raffaello e committenti del celeberrimo tondo Doni di Michelangelo, celebrate il 31 gennaio dell’anno 1503

    Ingresso per le coppie a metà prezzo – in due, si pagherà un solo biglietto – alla Galleria degli Uffizi, il 2 febbraio. È la Giornata dell’Amore: questa l’iniziativa speciale del museo per la terza edizione della Festa dei Doni, anticipo museale di San Valentino organizzato per l’anniversario delle fastose nozze celebrate proprio il 31 gennaio nel 1503 tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi a Firenze (che commissionarono a Michelangelo Buonarroti il Tondo Doni, oggi tra i più celebri capolavori custoditi nel museo, insieme al loro doppio ritratto, di Raffaello).

    Uffizi – I Doni, ricchissimi collezionisti e mecenati fiorentini, furono tra i protagonisti indiscussi del mercato dell’arte a cavallo tra ‘400 e ‘500: solo loro, oltre al Papa, ebbero la possibilità di commissionare opere sia di Raffaello che di Michelangelo.

    Per ricordare ed omaggiare la ricorrenza della loro unione, oltre allo ‘sconto coppie’, gli Uffizi hanno programmato anche una serie di iniziative online: il 31 gennaio uscirà sulla pagina facebook del museo una puntata speciale del format #uffizidamangiare, nella quale la pastrichef e imprenditrice Debora Massari presenterà un trittico di dolci appositamente creato per la Festa dei Doni: uno riproduce l’iconica cornice del famoso Tondo michelangiolesco, gli altri interpretano i ritratti di Agnolo e Maddalena realizzati da Raffaello.

    Questi dipinti saranno anche protagonisti di un secondo video nel quale la loro immagine sarà accompagnata, in voice over, dalla declamazione di un sonetto d’amore composto dal pittore urbinate.

    Infine, nelle due settimane che andranno dal 31 a San Valentino, sui social degli Uffizi ‘fioriranno’ post a tema amoroso, dedicati ad ogni forma di questo sentimento (amore carnale, coniugale, filiale, fraterno, eccetera) con liriche di poeti, scrittori, drammaturghi e artisti dall’antichità ad oggi: tra questi, Saffo, Ovidio, Tasso, Shakespeare, D’Annunzio, Emily Dickinson, Hermann Hesse, Walt Whitman, Alda Merini, Sylvia Plath, Baudelaire.

    Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “La giornata dei Doni è dedicata alle coppie, il cui amore è una forma d’arte. È l’occasione per celebrarla al museo, mai così quieto come adesso. Lì sono tante le opere che, sia per i loro soggetti sia per il modo con cui l’artista li ha rappresentati, rispecchiano i nostri sentimenti più alti e coinvolgono la sfera dei nostri affetti, incluso quello coniugale”.

    IL SONETTO D’AMORE DI RAFFAELLO

    Amor, che m’envocasti con doi lumi

    de doi beli occhi dov’io me strugo e (s)face,

    da bianca neve e da rosa vivace,

    da un bel parlar in donnessi costumi.

    Tal che tanto ardo, ch(e) né mar né fiumi

    spegnar potrian quel foco; ma non mi spiace,

    poiché ’l mio ardor tanto di ben mi face,

    ch’ardendo onior piud’arder me consu(mi).

    Quanto fu dolce el giogo e la catena

    de’ tuoi candidi braci al col mio vòl(ti)

    che, sogliendomi, io sento mortal pen(a).

    D’altre cose io non dico, che for m(olti)

    ché soperchia docenza a mo(r)te men(a)

    e però tacio, a te i pens(er) rivolti.

    Fonte: Ufficio stampa

    Leggi anche: http://artepensieropersone.blogspot.com/2016/08/gallerie-degli-uffizi-al-numero-12-viva.html

    Archivio Giovanna M. Carli, storica e critica d’arte

  • Io sto con Armine Harutyunyan

    La scelta di Alessandro Michele trae ispirazione, secondo me, ancora una volta (leggi il post precedente) da un’opera di Bronzino.

    Questa volta si tratta del “Ritratto di Laura Battiferi”.

    Profilo raffinato di un viso altero,

    Laura (a destra) è una poetessa di Urbino, moglie di Bartolomeo Ammannati.

    L’altra (a sinistra) è la ragazza scelta da Gucci come modella di punta.

    Si chiama Armine Harutyunyan, ha 23 anni. In questi giorni sta ricevendo critiche per il suo viso fuori dai canoni estetici imposti dalla Barbie e da una bassa cultura e probabilmente da un maschilismo difficile da abbattere non solo in Italia.

    Così insulti a non finire.

    Io trovo che Alessandro Michele debba continuare nella sua ricerca di bellezza volta a sconfiggere i luoghi comuni e ad abbattere le barriere comunicative, così ferme a canoni estetici superati, quindi: #IostoconArmineHarutyunyan e ovviamente con l’Arte rinascimentale da cui possiamo ancora prendere bellezza e storie da raccontare per sentirci meno soli, forse, sicuramente, e tutti più accettati perché il mondo deve essere davvero un luogo migliore di quanto lo sia adesso!