Giovanna M. Carli

Un incidente quasi mortale? Diego, parola di Frida

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“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un
tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego»

Una coppia, due mondi diversi, due artisti universali: Diego Rivera aveva 42 anni quando nel 1929
sposò Frida Kahlo, di 20 anni più giovane.

Aveva alle spalle 7 anni di Accademia e 14 di
perfezionamento in Europa; Frida era un’autodidatta. All’epoca la celebrità era Diego, con una
mostra personale al MoMa di New York già un anno dopo il matrimonio. Frida ebbe la sua prima
personale newyorkese solo 9 anni più tardi.
I murales di Diego sono sugli edifici pubblici del Messico e narrano la storia del suo Paese e di un
popolo che lotta per un futuro comune; i dipinti di Frida rappresentano per lo più la sua battaglia
personale contro la malattia e il suo senso di solitudine.

La storia di Frida Kahlo e Diego Rivera non è soltanto l’unione di due artisti celebri del Novecento
ma è la storia di un legame che ha ben presto raggiunto i contorni di una leggenda. Le gelosie e i
tradimenti reciproci, il divorzio e i due matrimoni, ogni evento della loro vita ha reso la loro
unione qualcosa di più di un semplice legame sentimentale.

In mostra gli autoritratti, le tele e i disegni in cui l’uno rappresenta l’altra, i ritratti di mecenati e
amici: oltre 130 le opere dei due artisti insieme per la prima volta in Italia. E poi una grande
selezione fotografica, con oltre 80 scatti realizzati da importanti fotografi, come Nickolas Muray,
Manuel e Lola Alvarez Bravo, Florence Arquin e Leo Matiz e poi ancora, una serie di filmati
d’epoca che ricostruisce l’intimità della coppia e la presenta, viva e carica di fascino, nella loro
quotidianità.

Consapevoli del proprio ruolo e del loro status, come star contemporanee, Frida e
Diego si offrono alla macchina fotografica o alla cinepresa sia nei momenti di tenerezza, che in
situazioni “istituzionali”, oppure con pennello e tavolozza di fronte ad una tela, alimentando in
ogni mossa la loro fama e il loro mito.

Quando incontrò Frida Kahlo per la prima volta, Diego Rivera era già un artista rinomato. La fama
di ragazzo prodigio, la sua formazione accademica, il suo viaggio in Europa, lo resero un artista a
tutto tondo, autonomo nel suo stile, a stretto contatto con le avanguardie del suo tempo,
pienamente inserito nella cerchia parigina di Modigliani, Picasso, Matisse, Leger e Carrà.

Il suo spirito di ribellione, la sua sessualità libera e ostentata, ne fanno ben
presto il simbolo dell’emancipazione femminile e ogni aspetto concorre ad alimentare il suo
personaggio: il lungo sopracciglio, i baffi pronunciati, gli abiti pre‐colombiani, la Casa Azul. Frida
rappresenta l’inconciliabile anche nella sua arte, agli antipodi di Diego, dove rende pubblico il
privato attraverso una rivoluzione intima e introspettiva, carica di emozione, in cui mescola
fragilità e durezza ma anche crudeltà e umorismo. André Breton dirà “l’arte di Frida Kahlo è un
nastro colorato attorno a una bomba”.

Frida, col cuore sanguinante tiene infatti in braccio un bambino mostruoso, ossia suo marito Diego, nel vano
tentativo di sfidare il freddo gelido dell’universo e di riunire quelle forze che sono una costante
minaccia di distruzione.

Frida Kahlo e Diego Rivera
Palazzo Ducale
Piazza Giacomo Matteotti, 9 ‐ Genova
20 settembre 2014 – 8 febbraio 2015
a cura di
Helga Prignitz‐Poda
Christina Kahlo
Juan Coronel Rivera

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