Categoria: MOSTRE DI PITTURA

  • WASSILY KANDINSKY dalla Russia all’Europa

    La rassegna presenterà un Kandinsky inedito per l’Italia, attraverso cinquanta opere, appartenenti al periodo russo del padre dell’astrattismo, ascrivibile tra il 1901 e il 1921, anno in cui fu costretto ad abbandonare per sempre la Russia Sovietica, che pure aveva sostenuto nei primi anni della rivoluzione, per accettare l’incarico offertogli da Walter Gropius di dividere con Paul Klee l’insegnamento al Bauhaus.

    I capolavori di Kandinsky, provenienti dal Museo di Stato di San Pietroburgo e da altre importanti istituzioni pubbliche russe (come il Primorskaya State Picture Gallery di Vladivostok, il Museum Complex of Tiumen Region di Tiumen, il Vrubel Region Museum of Fine Arts di Omsk, il Surikov Art Museum di Krasnoyarsk, lo State Art Museum di Nizhny Novgorod, lo State Museum of Fine Arts of the Tatarstan Republic, Kazan), oltre che dal Centre Pompidou di Parigi e da collezioni private, ricostruiranno la storia e le origini della sua arte e saranno messi a confronto con i dipinti di altri membri dell’avanguardia tedesca e russa di inizio ‘900 (Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg) e con manufatti dell’arte popolare russa.

    Alla fine del XIX secolo, Kandinsky decise di dedicarsi completamente alla pittura. I suoi studi di legge lo avevano portato ad analizzare in particolare i fondamenti del diritto nelle zone di campagna della Russia, presso le lontane popolazioni della Vologda, in Siberia. In modo imprevedibile, da tale viaggio riportò soprattutto l’impressione suscitata in lui dalla ricchezza decorativa delle izbe contadine (le tipiche case rurali costruite con tronchi d’albero) che, con i loro colori accesi, gli diedero, come lui stesso ebbe modo di dire, la sensazione di ‘vivere dentro a un quadro’.

    Le esperienze del giovane Kandinsky si inserivano in una corrente di pensiero sviluppatasi in Russia per tutto l’800, sorta in seguito alle ripercussioni scaturite dopo l’invasione napoleonica e la conseguente distruzione di Mosca. Tale corrente era volta a ricercare nella cultura primitiva e folclorica del mondo contadino, le radici di un’originaria e intatta civiltà russa. Di questo universo favoloso ed esoterico, contrapposto al razionalismo dell’occidente europeo, facevano parte le favole e le canzoni popolari trasmesse oralmente fin dal Medioevo e riprese poi in letteratura da Pushkin e Dostoevskji e in musica da Rimsky Korsakov, prima, e poi dagli altri compositori russi di inizio ‘900, da Mussorsgky a Skriabin a Stravinsky.

    Quando Kandinsky si consacrò definitivamente all’arte, porterà con sé quell’esperienza di scienziato e di sperimentatore della multiformità delle diverse arti che lo indurranno a costruire una nuova teoria della pittura, a sperimentarsi in quella ricerca dello ‘Spirituale nell’arte’ che faranno di lui il massimo teorico del ‘900 e l’inventore dell’astrazione.

    Il percorso espositivo a Palazzo Blu sarà aperto da un’affascinante e sorprendente sezione dedicata alle radici visive e concettuali dell’opera del maestro russo con rari oggetti appartenenti alla tradizione dello sciamanesimo raccolti negli stessi anni in cui Kandinsky li appuntava sui suoi taccuini, e da coloratissimi oggetti della tradizione folclorica russa, guiderà il visitatore dai suoi primi dipinti nati in atmosfera simbolista, alle opere del periodo di Murnau (affiancate da selezionati quadri di Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg), fino alle grandi tele dei pochi anni in cui Kandinsky divenne il punto di unione fra le avanguardie occidentali, raccolte intorno a Der Blaue Reiter, e i maggiori protagonisti dell’avanguardia russa – da Michail Larionov alla Goncharova – per arrivare ai capolavori del periodo finale della sua permanenza in Russia, impegnato nella costruzione di un sistema vasto di musei, ma violentemente avversato dai sostenitori delle avanguardie più radicali, in particolare dai costruttivisti.

    La mostra è ideata e curata da Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo in collaborazione con Claudia Beltramo Ceppi, promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, col patrocinio del Comune di Pisa, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, organizzata da Giunti Arte mostre e musei, con il coordinamento artistico e segreteria scientifica di Claudia Zevi & Partners.

    Pisa, settembre 2012

    WASSILY KANDINSKY. Dalla Russia all’Europa
    Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9)
    13 ottobre 2012 – 3 febbraio 2013

    Sito internet: www.mostrakandinsky.it

    Per informazioni e prenotazioni
    Kinzica
    Tel. 377.1672424 (servizio a pagamento); info@kinzicacoop.it

    Ufficio stampa
    CLP Relazioni Pubbliche
    tel. 02 36755700; press@clponline.it; www.clponline.it
    Comunicato e immagini su www.clponline.it

  • MAGNIFICI TRE I libri-gioiello di Lorenzo de’ Medici presentati da ANTONIO PAOLUCCI


    All’ingresso della Biblioteca Medicea Laurenziana ti trovi accolto da un chiostro di bianco intonaco e pietra serena, al centro c’è un albero di arance, verde nero, verde lucido con i frutti giallo oro.

     Il grigio della pietra serena, il giallo oro ti accendono nella memoria visiva l’albero della Primavera di Botticelli, alla Galleria degli Uffizi, e tu sei a trecento metri da lì. Antonio Paolucci, seduto in mezzo alla Direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana, Vera Valitutto, e alla curatrice della mostra, Lucia Panini



    cattura l’auditorio regalando immagini, colori, profumi tanto che a un certo punto Ti sembra di essere entrato in un altrove dove i protagonisti sono la famiglia Medici, Botticelli, Michelangelo. Indica la Biblioteca Medicea Laurenziana, ci troviamo proprio al suo interno,

    come archetipo di tutte le biblioteche. Lo specifico di Firenze è quello di essere luogo delle esemplarità. Gli Uffizi, ad esempio, sono l’archetipo di tutti i musei. Galleria, infatti, è una di quelle parole nate a Firenze. Indica da quel giorno, in coppia con gli Uffizi, uno spazio coperto che prende luce da una parte e dall’altra ha le opere d’arte in esposizione. Galleria che cavalca la città con quella mirabile opera di ingegno che è il Corridoio vasariano, ha la possibilità eccezionale di entrarvi nel cuore e mirabilmente influenzarla con le immagini che custodisce, tanto che tutti i musei del mondo appaiono come inadeguati riflessi.
    Biblioteca Medicea Laurenziana, Biblioteca di Buenos Aires, Biblioteca come Paradiso, ed ecco il riferimento a Borges che, ironia della sorte fu nominato direttore della biblioteca nazionale proprio nell’anno 1955, quando la sua vista era totalmente compromessa.” A poco a poco compresi la strana ironia degli avvenimenti . Avevo sempre immaginato il paradiso sotto forma di biblioteca”. Aveva novecentomila volumi di cui a fatica e non sempre riusciva a comprenderne frontespizi e dorsi. Scrisse, allora, il Poema dei doni:

    Nessuno umili a lagrima o rimbrotto
    la confessione della maestria
    di Dio, che con magnifica ironia
    mi dette insieme i volumi e la notte.
    […]
    Lento nella mia notte, la penombra
    vana tento con la canna indecisa,
    io, che mi figuravo il Paradiso
    sotto la specie di una biblioteca.
    Immaginatevi, ora, il Paradiso come la Biblioteca Medicea Laurenziana, capace di contenere tutti i libri del mondo, archetipo platonico di tutte le biblioteche del mondo.
    Grazie anche alla famiglia Panini, passati da cinquant’anni dalle figurine, come dimenticare il mitico “ce l’ho-mi ma”, alle pubblicazioni d’arte, i libri avranno vita imperitura, ma, soprattutto, potranno essere sfogliati, toccati, fruiti nella loro bellezza. Se ancora ci saranno occhi, capaci di vederli…
    Giovanna M. Carli
    Mostra a cura di Lucia Panini
    11 settembre-20 ottobre 2012
    Biblioteca Medicea Laurenziana
    Firenze, Piazza San Lorenzo, 9
    dal lunedì al sabato ore 9.30-13.30
    biglietti 3,00 euro, ingresso mostra, biblioteca, vestibolo di Michelangelo
    Info tel. 055 211590 / info@mafnificitre.it